Domenico Criscito, baby azzurro all'estero per soldi

All'estero si guadagna di più. Criscito ha fatto esercizio di sincerità quando gli è stato chiesto perché mai fosse andato fino in Russia, lui che in nazionale ha il posto fisso come terzino sinistro

Domenico Criscito, baby azzurro all'estero per soldi

All'estero si guadagna di più. Ha fatto esercizio di sincerità, Domenico Criscito, quando gli è stato chiesto perché mai fosse andato fino in Russia, lui che in nazionale ha il posto fisso come terzino sinistro. Stranezze del calcio italiano, certo. Sottolineate ancor di più quando il Napoli, per bocca di De Laurentiis, chiuse al suo trasferimento al San Paolo dicendo che per un napoletano è più difficile giocare con quella maglia. Adesso è indagato nell'inchiesta sul calcioscommesse.

Domenico Criscito, "Mimmo" per gli amici anche a Genova, è un classe ’86. Ovvero uno di quei ragazzi chiamati a risollevare le sorti malandate del calcio azzurro. Nato a Cercola, alle pendici del Vesuvio, il 30 dicembre, Criscito, 1.83 per 75 chili, la faccia d’angelo e gli occhi azzurri da scugnizzo, non ha il physique du role del difensore centrale. Ruolo al quale si trova relegato quando dopo l’approdo giovanissimo al Genoa la Juve lo prende e lo lancia nella serie A appena conquistata dopo Calciopoli. Servono due gol di Totti in un Roma-Juve finito 2-2 a far capire a tutti che quello di centrale non è esattamente il suo ruolo. La stagione Juve va male, Criscito torna al Genoa già al mercato di gennaio, nel 2008, e con la maglia rossoblù il ragazzo di Cercola ritrova se stesso. Anche perché Gasperini lo ha definitivamente trasformato in un terzino sinistro, veloce e fisicamente solido, capace di giocare sia nelle difese classiche sia in quegli strani disegni tattici a metà tra terzino e ala: il cosiddetto 3-5-2.

Tra l’inizio 2008 e la fine della stagione 2011, sono due anni d’oro per Criscito. Che cresce di peso nell’Under 21, e conquista la nazionale maggiore. L’esordio è il 12 agosto 2009, contro la Svizzera a Basilea. Anche lui, come Bonucci, partecipa alla disastrosa spedizione dei Mondiali 2010. E torna nel giro azzurro dopo una breve pausa, con Prandelli, a ottobre 2010. Fino a collezionare 25 convocazioni, 19 presenze ma senza gol.

L’estate del 2011 nel frattempo diventa quella del trasferimento all’estero. Arriva lo Zenit San Pietroburgo, sono 11 milioni per il Genoa e 2,8 milioni di euro l’anno a stagione per il ragazzo di Cercola. Che accetta, e farà la sua fortuna calcistica vincendo due scudetti con Spalletti.

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Avatar di IperFabri IperFabri
30 Mag 2012 - 11:26
Uno che va all'estero a lavorare, o giocare a calcio, non mi si può venire a dire che è un " venduto per il dio solodo " . Poniamo il caso di un ingegniere informatico. Se questo passasse da siemens ad ericsson, e magari andasse all estero, sarebbe considerato un venduto ? no . Se un italiano va all estero a lavorare o a tirare calci al pallone, fa solo bene. Bisogna finirla con il provincialismo italiano. O volete tornare a quando, qualche anno fa, chi non giocava in Italia non veniva convocato in Nazionale ? ? ?
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Avatar di maryforever maryforever
28 Mag 2012 - 10:47
Venduti Per Il Dio Soldo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Avatar di IperFabri IperFabri
28 Mag 2012 - 11:37
Che discorso è ? allora chiunque lavori è un venduto al dio soldo ..
Avatar di maryforever maryforever
28 Mag 2012 - 13:52
IPER FABRI, vivi forse sulla luna?????
Avatar di scriba scriba
28 Mag 2012 - 14:53
PERCHE' IBRA ALLORA? La sibillina frase "azzurro che va all' estero per soldi" condita con "stranezze del calcio italiano" sottintende una sorta di cinismo, se non di adombrata immoralità, da parte di Criscito, ora sotto inchiesta per la foto della serie "chi parla con chi" e sa di sentenza preventiva. Chiedo allora, ma Ibra è un missionario che viene a prendere la questua di DODICI milioni di euro all' anno in Italia? Nessuno pretende che chi scrive sia irreprensibile e infallibile, ma un pò di senso della misura e di senso delle parole dette non guasterebbero, proprio perchè la loro totale assenza è uno dei mali del calcio parlato e giocato.
Avatar di Nanuq Nanuq
28 Mag 2012 - 16:28
#4 scriba: Quoto in toto, dalla prima allultima parola del suo commento. Un saluto
Avatar di francesco1 francesco1
28 Mag 2012 - 19:46
ha detto la verita' punto e basta. da prendere ad esempio contro l'esempio magari di chi , per soldi , scrive a comando. ribadisco il mio invito a berlusconi di non spendere i soldi per la parte sportiva di questo giornale. mandali a lavorare
Avatar di IperFabri IperFabri
30 Mag 2012 - 11:26
Uno che va all'estero a lavorare, o giocare a calcio, non mi si può venire a dire che è un " venduto per il dio solodo " . Poniamo il caso di un ingegniere informatico. Se questo passasse da siemens ad ericsson, e magari andasse all estero, sarebbe considerato un venduto ? no . Se un italiano va all estero a lavorare o a tirare calci al pallone, fa solo bene. Bisogna finirla con il provincialismo italiano. O volete tornare a quando, qualche anno fa, chi non giocava in Italia non veniva convocato in Nazionale ? ? ?
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