La fuga per la vittoria di Messi e Mbappé decisa dalla squadra

Un tempo per ciascuno, Kylian e la tripletta record, però l'argentino non ha mai giocato da solo

La fuga per la vittoria di Messi e Mbappé decisa dalla squadra

Lionel Andres Messi Cuccittini è campione del mondo, adesso ha vinto tutto, ha spazzolato il tavolo dei trofei, miglior giocatore, ne ha fatti tre, due su rigore, ha vinto la sfida con Mbappé, capocannoniere e unico a segnare una tripletta in finale come l'inglese Hurst nel '66, la più bella che i due fenomeni potessero mettere in scena, doveva essere o io o te, ha vinto la pulce e il suo calcio meraviglioso, e non poteva scegliere meglio il suo avversario, Mbappé ha trascinato da solo la Francia, ha segnato solo lui, anche il primo dei rigori nei supplementari. In Argentina dicono che la vera svolta è nata sul pullman, non in campo, quando dopo la sconfitta con l'Arabia Saudita Lionel si è alzato: «Oggi siamo morti, adesso ci rialziamo con due possibilità, o le vinciamo tutte o le vinciamo tutte».

Ma prima.

Scaloni pensa: «Se non avessi Messi»

Didier Deschamps: «Io ne ho 24».

E Mbappé? Ingrato.

Sbagliato, almeno all'inizio all'Argentina basta Lionel Messi, l'essere che passa attraverso i corpi. Poi anche gli altri ma in principio fa tutto lui. Infila dal dischetto Lloris al 22'30, portiere da una parte la palla dall'altra. Un sinistro talmente lento che impiega qualche minuto a scivolare dagli undici metri alla porta, sembrava si potesse scavalcare le transenne, scendere sul prato e deviarlo prima che varcasse la riga, copia e incolla con quello definitivo di Maradona a Zenga nella semifinale delle notti magiche. Ma allora Un'altra decina di minuti e l'esterno sinistro di Lionel, in giravolta, assurdo, irreale, aziona il due a zero, 35'25.

E Mbappé? Fuori dal gioco, fuori da tutto, trascorre la prima parte della sua finale a guardare negli occhi i suoi, spenti, sguardo da bevitrici di assenzio a Montmartre, Molina gli cammina sulle scarpe, nel caso raddoppio di marcatura, nel caso ne arrivano tre, tutti, ma non ce n'è bisogno, il ragazzo delle banlieue non riceve e non vede palla. Festa albiceleste, la scaloneta domina e Messi diverte, ogni pallone una nuova puntata della sua carriera meravigliosa. E non basta, si vede anche dietro che infila le scarpe fra le gambe degli altri.

Deschamps cambia, boccia prima Giroud, Dembele e poi Hernandez, la Francia esce dal torpore, adesso c'è anche Mbappé, si è riposato per 45' e quando si sveglia è un terremoto che tira giù tutto, si procura e trasforma il rigore del 2-1 al 31'12, con un destro in girata fa il 2-2, spettacolare, con un appunto, il pari dei francesi nasce da un pallone perso da Messi a metà campo, accade una volta ogni cambio di stagione. E la storia di questa finale si inverte, cambia l'attore protagonista, Messi e Mbappé un tempo ciascuno ma sono le ultime pagine quelle che decidono la fine e adesso la scaloneta soffre, la reazione è tutta in un sinistro rabbioso di Lionel che Lloris alza in cielo.

Spettacolo, supplementari, legnata di Lautaro, sinistro di Messi, 3-2.

Adesso manca poco alla sua conquista del mondo, un quarto d'ora, poco più, un battito di ciglia in questo meraviglioso mondiale dove gioca anche Mbappé, calcia, gomito, area dell'Argentina, rigore, tira l'altro fenomeno in campo, tre gol lui e due Messi. Partita pazzesca, ma quando finisce, rigori, tutti sdraiati. Segnano tutti e due, ma vince Messi che chiama a casa: fate spazio, ne ho vinta un'altra, la più grossa, fate spazio.

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