Ibrahimovic in lacrime saluta il Milan e il calcio. Leao si prende l'eredità

Zlatan commosso di fronte ai tifosi annuncia anche il ritiro. Il portoghese lo abbraccia con 2 gol

Ibrahimovic in lacrime saluta il Milan e il calcio. Leao si prende l'eredità
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Chiusura nel segno di Leao e di Ibra, salutato e ringraziato dal portoghese. Il Milan si congeda con un successo maturato nel gran finale contro il Verona capace di risalire la china una sola volta per poi cedere alle accelerazioni di Leao.

Eccolo Ibra sotto gli occhi dei 73 mila di San Siro. La curva gli offre una scenografia da film con la scritta «goodbye» che luccica nella serata più suggestiva della sua seconda stagione milanista. E Zlatan che ha al suo fianco per una serata così emozionata anche la moglie Helena non si tira indietro. Le telecamere colgono i lucciconi negli occhi dello svedese a dimostrazione che si gira una pagina della sua vita oltre che della sua carriera. Non ci sono solo i curvaioli a ringraziarlo. Interviene anche il presidente della regione Fontana per ricordare la collaborazione attiva di Ibra ai tempi della pandemia. A metà della prima frazione spunta anche lo striscione della stessa curva sud con un messaggio rivolto al proprietario Gerry Cardinale, presente in tribuna, con tutto lo stato maggiore rossonero. Il testo sembra un assist nei confronti di Maldini e Pioli che hanno parlato di necessità di rinforzi per competere sui due fronti, campionato e Champions. «Un altro anno è passato, è ora di mercato: società vogliamo un salto di qualità» chiedono dimenticando che nei due anni precedenti il club ha investito una cifra che si aggira intorno ai 110 milioni.

Nel frattempo la sfida si snoda secondo i canoni più tradizionali e segnala le difficoltà del Milan nel trovare spazio dinanzi a squadre, come il Verona, che si difende addirittura in 9 dietro la linea della palla. Fa qualcosa Diaz, tenta qualche tiro Messias mentre Leao viene guardato a vista da due o tre difensori veneti.

Per raggiungere il primo snodo bisogna attendere i titoli di coda del primo tempo e aspettare l'intervento del varista Mariani che colma la lacuna dell'arbitro Valeri, distratto su un fallo da rigore in area veronese di Ngonge sul vivace Diaz. Giroud, dal dischetto, è una sentenza: 5 gol in tre partite, 18° sigillo della stagione.

In apertura di ripresa al Verona capita l'occasione che può cambiare l'inerzia della sfida. Ngonge viene «stoppato» da Maignan con un intervento fuori area molto rischioso. Per fortuna del portiere francese col fianco tocca il pallone prima del rivale e Valeri lo assolve tra le proteste della panchina veneta(Bocchetti espulso). Il pregio del Verona è quasi scritto ed è la conseguenza di una disattenzione collettiva difensiva del Milan: Calabria si fa sorprendere addirittura su fallo laterale e il cross successivo consente a Faraoni di fare 1 a 1. Sull'immediata replica rossonera il fallo di mano di Faraoni sul colpo di testa di Leao non trova comprensione tra varista e arbitro.

A quel punto il giovin portoghese decide che bisogna lasciare il segno sull'ultima della stagione e fa tutto da solo con un paio di perle calcistiche e successivo saluto a Ibra. Non sa ancora (o forse sì) che al fischio finale Zlatan non saluterà solo il Milan, ma annuncerà il suo «addio al calcio... E chi è fortunato mi incontrerà per strada».

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