Inghilterra, le tre nuvole: il ricordo dell'operaio, l'Iran e i diritti negati

Sfida al Paese che sta reprimendo il dissenso. Kane con la fascia arcobaleno. Sarà ammonito?

Inghilterra, le tre nuvole: il ricordo dell'operaio, l'Iran e i diritti negati

Il bollettino meteo garantisce che oggi la temperatura non supererà i 28 gradi. Bingo per la nazionale inglese che si è allenata nell'aria umida e caldissima, i gradi hanno superato i 34, con i ragazzi di Southgate costretti, per recuperare forze, ad interrompere la seduta di allenamento e respirare il vento freddo sputato dai bocchettoni dell'aria condizionata a bordo campo. Ma non è questo il pensiero alla vigilia dell'esordio contro l'Iran, sono altri gli stimoli, sono altre le suggestioni.

Innanzitutto lo stadio, Khalifa, qui, il diciannove di gennaio del duemila e diciassette morì un operaio inglese, Zac Cox, di Brighton, l'impalcatura sulla quale stava muovendosi crollò di colpo, Cox precipitò da un'altezza di trentacinque metri e finì la sua vita sul prato del Khalifa, Gareth Southgate ha detto che la squadra giocherà in memoria di quel lavoratore di quarant'anni partito dall'isola britannica per un sogno altrui. Harry Kane, il capitano, porterà il bracciale arcobaleno, sfidando l'ordine di Infantino e della Fifa, che ha ricordato ieri che il giocatore potrà essere ammonito e che vieta qualunque segno politico o ideologico, ribadendo che alla frase «mi sento arabo, gay, migrante e disabile» mancava quella conclusiva «mi sento uno stupido», perché se il football è di tutti allora nessuno può impedire ai calciatori (che si inginocchieranno anche per il razzismo) un simbolo che, per l'appunto, protegge anche chi viene escluso.

Poi c'è l'Iran che ha un personaggio molto conosciuto per i tifosi inglesi: Carlos Queiroz è l'allenatore di una nazionale oscura, reduce da giorni di rivoluzione repressa, da morti e violenze, un altro ipocrita compromesso Fifa, incapace di respingere l'iscrizione iraniana come ha saputo, invece, fare con la Russia (con la quale nessuna nazionale sarebbe scesa in campo). Queiroz è stato il secondo di Alex Ferguson al Manchester United dell'epoca d'oro, tre Premier League, una coppa dei campioni, una coppa di lega, il portoghese conosce bene i vizi e i pregi degli avversari di oggi, l'Iran ha due attaccanti considerati, dalla stampa inglese, come mine vaganti, sono Sardar Azmoun, soprannominato il Messi iraniano, gioca nel Bayer Leverkusen, l'altro è Mehdi Taremi, gioca con il Porto e l'Uefa gli assegnò il premio come miglior gol dell'anno per il colpo in rovesciata al Chelsea in Champions league. Zanzare nel campo inglese là dove Kane e Foden, Mount e Saka hanno doveri, censo e conti correnti superiori.

Le nuvole del Qatar, non quelle del cielo ma della dura esistenza di chi non può lottare insieme con gli altri, di chi è costretto ad assistere alla festa che non può appartenergli, girano sullo stadio Khalifi e sugli altri teatri di questo mondiale che nasce

strano, ambiguo. Alle 13, ora di Londra, di un lunedì di novembre, l'Inghilterra incomincia un'avventura che insegue dal millenovecentosessantasei, unico e lontanissimo orgoglio di chi ritiene di avere inventato il football.

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