Il nuovo (vero) volto dell'Alfa Romeo: è Giulia la "first lady"

Da primadonna quale vuol essere, l'auto del grande ritorno del Biscione si è fatta attendere

Il nuovo (vero) volto dell'Alfa Romeo: è Giulia la "first lady"

Balocco (Vercelli) Fino agli Anni'70, almeno, quando vinceva ovunque nel mondo con le sue auto da competizione, Alfa Romeo è stata sinonimo di sportività. Era all'avanguardia anche con le vetture stradali, da Giulietta a Giulia e alla 2000 berlina. E avanti rispetto alle concorrenza pure sul versante della globalizzazione. Fin troppo: da un accordo con Nissan scaturì infatti nel decennio successivo un modello sfortunato come Arna. E da allora pochi momenti di gloria, come il successo della 156 che portò al debutto il primo motore diesel common rail, hanno solo intervallato i periodi bui. In attesa di un serio tentativo di rilancio che ora ha un volto e un nome: Giulia, la nuova berlina a cui è affidata la missione di riportare Alfa nell'Olimpo dei costruttori di auto sportive e di prestigio.

Da primadonna quale vuol essere, l'auto del grande ritorno del Biscione si è fatta attendere: quasi un anno, dal giorno in cui i vertici di Fca ne svelarono le fattezze nella storica sede della marca ad Arese, per poterla provare su strada. «Ma era il tempo che ci voleva», spiega l'ad di Alfa Romeo, Harald Wester (nella foto, accanto alla Quadrifoglio), per metterla bene a punto macinando milioni di km in tutto il mondo e, al riparo da occhi indiscreti, su quel «misto Alfa» a Balocco che con i suoi lunghi rettilinei, i curvoni veloci, le esse e i tornantini, mai uguali l'uno all'altro, è la pista delle piste tra i circuiti di prova di Fca. Proprio lì, dove si capisce subito se una macchina va bene o no, abbiamo saggiato per cominciare le doti della versione più cattiva e adrenalinica, cioè la Giulia Quadrifoglio.

Il motore V6 biturbo di origine Ferrari scarica con tanta veemenza i suoi 510 cavalli sulle ruote posteriori che da zero si scatta a 100 km all'ora in un lampo: meno di 4 secondi. E in rettilineo la rapidità nel salire di giri impressiona quanto l'allungo che sembra non finire mai, anche quando il tachimetro supera la fatidica soglia dei 300 orari. Ma aldilà della prestazione assoluta, è nella frenata violenta sul bagnato che la nuova Giulia fa capire di che pasta è fatta: mentre il pedale risponde istantaneamente e morde forte per tutta la sua corsa, sfruttando l'innovativo sistema Ibs che combina il controllo di stabilità con il tradizionale servofreno, la vettura non si scompone minimamente, grazie anche all'ottima distribuzione dei pesi.

Mezzo giro di volante e già si nota quanto sia diretto e preciso lo sterzo: restituisce il giusto feeling e mette le ruote anteriori esattamente dove si vuole. Poi tocca al telaio, con le raffinate sospensioni a doppio braccio oscillante davanti e a quattro bracci e mezzo dietro, e a un assetto ben supportato da un'elettronica vigile ma mai invasiva, esprimere la loro bontà in una rapida successione di curve. L'adrenalina è tanta, il divertimento totale.

E come recita lo slogan che accompagna il lancio della vettura, con le debite proporzioni la nuova Giulia mette in campo la stessa «meccanica delle emozioni» al volante delle più tranquille versioni equipaggiate con il 4 cilindri turbodiesel di 2.2 litri nelle varianti da 150 e 180 cv che permettono di apprezzare anche la fluidità del cambio automatico a 8 rapporti, in alternativa a un classico manuale a 6 marce.

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