Quando l'ultima meta è tornare a casa

Una squadra di rugby di Tonga bloccata da cento giorni in Nuova Zelanda

Contare i giorni, come se fossero i minuti decisivi prima del fischio finale. Ma stavolta non c'è in ballo una vittoria o un trofeo, c'è un'intera squadra di rugby bloccata in Nuova Zelanda dal 3 marzo scorso. Per difendersi dal coronavirus, il regno di Tonga ha sigillato le frontiere a turisti e concittadini, senza fare sconti, così il Tu'uakitau Ha'apai si ritrova da oltre tre mesi prigioniero in Nuova Zelanda, ad Auckland, dove si era recato per una tournée con 29 persone al seguito tra giocatori e staff.

Gli appelli dei diretti interessati non sono valsi a nulla, almeno fino al 12 giugno i confini non saranno riaperti, come dichiarato dall'allenatore Tuivaita Ueleni: «Abbiamo speso 5 mila dollari per cambiare i biglietti di un volo che poi ci è stato negato, siamo al verde, in attesa del rimborso. Qualcuno ha trovato rifugio da conoscenti, ma siamo in venti a essere ospitati presso la chiesa locale Tokaikolo ia Kalaisi». Sembra un'avventura d'altri tempi, con allenamenti improvvisati per tenersi in forma, nottate da trascorrere per terra su materassi di fortuna e passatempi che con la palla ovale c'entrano ben poco. «Organizziamo tornei di pallavolo, preghiamo e soprattutto cantiamo assieme al coro. Ormai conosciamo tutte le melodie» ha raccontato il medico del gruppo Tevita Vakasiuola «però i ragazzi sono esausti, per fortuna la comunità tongana locale ci aiuta con vestiti puliti e tante provviste».

Non è la prima volta che una squadra di Tonga fa parlare di sé fuori dal campo, visto che i giocatori della Nazionale Under 21 nel 2003, dopo una partita disputata sempre in Nuova Zelanda, fecero perdere le loro tracce, senza presentarsi in aeroporto per il rimpatrio e mettendo in stato d'allerta la polizia e le autorità locali. Stavolta la storia si è capovolta, è il loro stesso Paese a impedire a un'intera squadra di tornare a casa, nonostante il rugby sia lo sport nazionale di questo arcipelago della Polinesia formato da 170 isole. Tonga conta gli stessi abitanti di città italiane come Ancona o Piacenza (poco più di 100 mila), ma la Nazionale di rugby vanta otto partecipazioni ai Mondiali (ha mancato solo l'edizione del 1991), la quattordicesima posizione nel ranking e nel 2016 ha battuto di misura l'Italia in un test match disputato a Padova.

In quest'occasione però tutti gli occhi sono puntati sulla sfortunata compagine dell'isola di Ha'apai, dove uno dei due medici presenti su tutto il territorio è proprio Vakasiuola, bloccato ad Auckland.

E dove il vice capitano Vili Ngata sta per diventare padre per la terza volta, ma è costretto a restare a oltre duemila chilometri di distanza. Le autorità sono irremovibili, Tonga resta uno dei pochi luoghi del pianeta dove il virus non è ancora arrivato. Porte chiuse, di eccezioni nemmeno a parlarne.

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