Sinner, ancora una crisi. Quegli errori da italiano del "freddo" altoatesino

Fuori al 2° turno del Roland Garros: con Altmaier spreca due match point poi crolla. Troppo emotivo

Sinner, ancora una crisi. Quegli errori da italiano del "freddo" altoatesino
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Un altoatesino con la testa da italiano. Jannik Sinner ha perso ed è uscito di scena ieri nel secondo turno del Roland Garros 2023. La battuta d'arresto è grave perché ha il sapore chiaro dell'occasione mancata. L'avversario, il tedesco Daniel Altmaier, ha saputo trasformare le debolezze di Jannik in propri punti di forza. In una partita dai contenuti psicodrammatici, sportivamente parlando sia chiaro, ha prevalso il teutonico con il punteggio di 6-7 (0) 7-6 (7) 1-6 7-6 (4) 7-5. Due match-point sono stati costruiti e anche per un pizzico di sfortuna non sfruttati, ma la malasorte poco c'entra con il modo in cui l'italiano ha giocato. Troppo brutto per essere vero Sinner, incapace di fare la differenza da fondo e in totale confusione al cospetto di un Altmaier in versione "pallettaro 2.0", che rimetteva in gioco qualunque cosa, per poi piazzare il devastante rovescio lungolinea o portare all'errore il classe 2001 del Bel Paese. Del resto, i gratuiti di Sinner sono stati ben 75 e per un giocatore, descritto come futuro campione, sono davvero troppi. Se si riavvolge il nastro a qualche settimana fa, il ko contro l'argentino Francisco Cerundolo a Roma ha motivazioni molto simili. Il sudamericano, infatti, aveva espresso un tennis simile per concetto al tedesco e anche in quel caso al ragazzo, dall'animo molto italiano, a questo punto potremmo dire troppo emotivo, la luce si è spenta.

Le incertezze sono state il filo conduttore dei due incontri, perché le facili chiusure in prossimità della rete si sono trasformate in errori banali e amari. Non è pronto come pensavamo il ragazzo di San Candido e, certo, non è giusto affermare che mai lo sarà, però i dubbi si alimentano delle sconfitte che si vanno ad aggiungere. Mentre il tennis si sviluppa nella contesa tra un Novak Djokovic, esponente della vecchia guardia, e un Carlos Alcaraz, n.1 del mondo e vero campione senza se e senza ma tra i Next Gen, il nostro Jannik è lì a chiedersi chi realmente possa diventare. Il 21enne è forte, ma non così come si sarebbe pensato, nella speranza però in futuro di andare finalmente a rinverdire la statistica degli Slam vinti, ferma al 1976 di Adriano Panatta. In fondo ne basterebbe uno per entrare nella nostra storia.

Una giornata, ieri, in cui la sola Elisabetta Cocciaretto ha saputo centrare l'obiettivo terzo turno, visti i ko di Jasmine Paolini, Andrea Vavassori e di Giulio Zeppieri, che comunque ha impegnato non poco il n.4 del mondo, Casper Ruud, finalista l'anno passato in questo Major. A proposito di sangue caldo italiano, si spera in Lorenzo Sonego e Lorenzo Musetti che oggi giocheranno il loro terzo round, rispettivamente contro il russo Andrey Rublev e il britannico Cameron Norrie.

In particolare, il carrarino ha regalato perle contro l'altro russo Alexander Shevchenko, con un mostro sacro come Mats Wilander a paragonarlo a un mix tra Roger Federer e Gustavo Kuerten. Chissà che non sia lui a realizzare il sogno, che il ko di Sinner ha fatto sfumare.

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