"Per tutti i lavoratori morti...", la maglia della Danimarca in Qatar senza sponsor per protesta

L’annuncio dello sponsor tecnico della Danimarca, Hummel, è stato chiaro: "Sosterremo la Nazionale fino in fondo, ma non vogliamo essere associati all’evento"

"Per tutti i lavoratori morti...", la maglia della Danimarca in Qatar senza sponsor per protesta

La Danimarca dell'ex Inter Christian Eriksen si presenterà ai Mondiali in Qatar 2022 senza lo sponsor tecnico sulla propria maglia. Questo è un segnale molto forte parte del marchio "Hummel", che ha scelto di far scomparire il simbolo nel colore della casacca come segno di protesta e di rispetto per "le migliaia di lavoratori morti" nel corso degli ultimi anni tra il silenzio assordante delle associazioni calcistiche. L’annuncio del marchio è stato chiaro, netto:"Sosterremo la Nazionale fino in fondo, ma non vogliamo essere associati all’evento".



Hummel ha diramato una comunicazione precisa in merito alla maglia con cui la Danimarca giocherà in Qatar: "Volevamo lanciare un duplice messaggio. Le maglie non si ispirano solo a Euro 92, il più grande successo calcistico della Danimarca, ma anche a una protesta contro il Qatar e il mancato rispetto dei diritti umani. Ecco perché abbiamo uniformato il nostro logo. Non vogliamo essere visibili durante un torneo che è costato la vita a migliaia di persone. Sosteniamo la nazionale danese fino alla fine, ma questo non è come sostenere il Qatar come nazione ospitante. Crediamo che lo sport debba unire le persone. E quando non succede, vogliamo fare una dichiarazione".

La nuova divisa della nazionale, duque, richiamerà quella del 1992, dove la Danimarca fu ripescata per via dell'esclusione della Jugoslavia e che vinse gli Europei battendo in finale la Germania. La protesta dello sponsor tecnico Hummel ha condizionato anche la scelta cromatica della terza maglia della nazionale danese che sarà completamente nera: "Il colore del lutto. Il colore perfetto per la terza maglia della Danimarca per la Coppa del Mondo di quest'anno.

Mentre sosteniamo la nazionale danese fino in fondo, questo non va confuso con il sostegno di un torneo che è costato la vita a migliaia di persone. Desideriamo – si ribadisce in un secondo post – fare una dichiarazione sui diritti umani del Qatar e sul trattamento dei lavoratori migranti che hanno costruito gli stadi della Coppa del Mondo".

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