Subprime, dopo Goldman la Sec indaga a tappeto: coinvolte Ubs e Deutsche

Nel mirino della Sec ci sono i gruppi che hanno scommesso sui derivati Intanto Obama spinge le riforme. Rischio contagio in Europa. Giù le Borse. Le autorità di Germania, Francia e Gb pronte ad aprire l'inchiesta

Subprime, dopo Goldman 
la Sec indaga a tappeto: 
coinvolte Ubs e Deutsche

Washington - Lo scandalo Goldman Sachs si allarga: la Security and Exchange Commission sta indagando su possibili frodi relative a prodotti derivati compiute da altre banche. Lo scrive il Wall Street Journal, ricordando che tra le banche che hanno creato simili prodotti ve ne sono di importanti come Deutsche Bank, Ubs e Merrill Lynch. Le autorità di controllo inglese, tedesca e francese hanno, a loro volta, incominciato indagini per verificare se la Goldman abbia compiuto irregolarità nei rispettivi Paesi. E la frode di cui è accusata il colosso bancario di Wall Street - aver cioè ingannato gli investitori sulla solidità dei propri derivati - consente a Barack Obama di fare pressioni per la riforma dei mercati finanziari.

Il presidente Usa sarà giovedì a New York per un discorso su questo tema. E durante il fine settimana se ne discuterà alle riunioni G20 e G7 di Washington.

Il caso sta procedendo su un doppio binario, investigativo e politico. Le indagini della Sec (la «Consob» americana) hanno l’obiettivo di dimostrare che la banca ha piazzato parte dei cosiddetti Cdo (collateralizated debt obligation) «Abacus» senza avvertire gli investitori della loro tossicità, legata alla peggiore crisi immobiliare dagli anni Trenta, per poi speculare contro lo stesso strumento. Un’indagine che, secondo fonti giornalistiche, si sta allargando ad altri grandi istituti bancari.

L’onda del caso Goldman consente poi a Obama di accelerare la sua azione per la riforma del sistema finanziario. Il capo della Casa Bianca parlerà giovedì a New York, nel tentativo di superare l’opposizione dei repubblicani a una «stretta» su Wall Street. «È arrivato il tempo di agire sulla nuova legislazione finanziaria - attacca il presidente della Commissione bancaria del Senato, Christopher Dodd -: il nostro progetto mette fine alla clausola del too big to fail (banche troppo grandi per fallire); i salvataggi a spese dei contribuenti sono finiti per sempre».

Ma tutti i 41 senatori repubblicani hanno firmato una lettera in cui dicono «no» al progetto di istituire un fondo di sicurezza da 50 miliardi di dollari, finanziato dal settore privato, per coprire i costi dei futuri fallimenti bancari. E il Wall Street Journal definisce il caso come «una pistola ad acqua, più che la pistola fumante» di cui Obama ha bisogno per dimostrare l’urgenza della riforma.

La banca sotto accusa cerca, intanto, di passare al contrattacco. Il capo della Goldman, Lloyd Blankfein, ha inviato un messaggio a tutti i dipendenti dicendo loro che si stanno facendo i passi necessari per difendere la «nostra reputazione. Goldman - sostiene Blankfein - non ha mai perdonato attività scorrette da parte dei suoi uomini». Proprio oggi, in piena bufera, il gruppo renderà noti i risultati trimestrali, e risponderà alle accuse mosse dalle autorità di vigilanza. Intanto il titolo Goldman continua a perdere terreno in Borsa, un 1% circa in apertura dopo il 12,8% lasciato sul campo venerdì. Mentre i titoli del comparto finanziario spingono al ribasso le principali Borse europee (Milano -0,98%, Londra e Francoforte -0,3%). La vicenda sta creando anche in Europa un terreno favorevole per un intervento della Ue. «Il caso Goldman - spiega il commissario al Mercato interno Michel Barnier - rafforza la determinazione per agire nel settore dei derivati. Bisogna mettere fine ad anni di comportamenti opachi».

Le autorità di controllo di Germania e Regno Unito stanno indagando sulla possibilità di intraprendere a loro volta azioni legali contro la Goldman. Il premier britannico Gordon Brown si è detto «scioccato per la bancarotta morale» rappresentata dalla vicenda.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica