Tassa verde alle Maldive: per "arginare" l'Oceano

Tassa da 3 dollari al giorno per finanziare il piano contro l'innalzamento del livello del mare. Il progetto curato dalla Bocconi: turbine a vento, pannelli solari sui tetti e una centrale alimentata dalle noci di cocco

Tassa verde alle Maldive: 
per "arginare" l'Oceano

Male - Una "tassa verde" per i turisti, da tre dollari al giorno, per far fronte alla crisi economica e finanziare il piano "ecologico" contro l'innalzamento del livello del mare. Il presidente, Mohammed Nasheed, che ha promesso in marzo di far diventare l’arcipelago il primo Paese al mondo a emissioni zero, ha accolto con soddisfazione la legge che sarà approvata dal Parlamento. Ora il governo stima di incassare così 6,3 miliardi di dollari l’anno dai circa 700mila turisti che passano le vacanze alle Maldive.

La tassa "verde" Una tassa "verde" per salvare le Maldive dal rischio scomparsa con l’innalzamento del livello del mare dovuto al riscaldamento globale. L’idea è quella di far pagare ai turisti un contributo di tre euro al giorno oltre al prezzo della vacanza per salvaguardare l’ecosistema: il governo promette che se il Parlamento approverà la proposta i soldi saranno investiti nel piano ecologico già proposto dal presidente. L’incasso previsto è di oltre sei milioni di euro l’anno, considerando che da gennaio a dicembre nei 1.192 isolotti dell’arcipelago ci sono circa 700mila turisti che si fermano almeno tre giorni.

Il piano "ecologico" Il piano "ecologico" del presidente, eletto lo scorso autunno, prevede oltre 150 turbine a vento, mezzo chilometro quadrato di pannelli solari sui tetti e un’innovativa centrale alimentata da gusci di noci di cocco: obiettivo rendere le Maldive primo

Paese al mondo a impatto zero. A realizzare il progetto saranno i ricercatori dell’Università Bicocca di Milano: le Maldive hanno messo a loro disposizione un isolotto dove costruire un centro di ricerca e formazione. 

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