Usa, il texano Perry inciampa sui tagli ai costi della politica

Nell'ultimo dibattito in tv i candidati repubblicani hanno detto che dagli Usa non arriverà alcun aiuto all'Ue. Gaffe di Perry: dimentica il nome di un ministero da tagliare

Usa, il texano Perry inciampa sui tagli ai costi della politica
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Il dibattito politico negli Stati Uniti, in attesa delle primarie che inizieranno a gennaio, entra sempre più nel vivo. Ieri sera a Rochester, nel Michigan, c'è stato un nuovo dibattito tra i candidati repubblicani, trasmesso in diretta tv dalla Cnbc. La prima domanda ha toccato un tema lontano da Washington, la crisi dell'Italia. Alla domanda se gli Stati Uniti dovrebbero intervenire per un eventuale salvataggio dell'Italia, gli otto candidati del Gop hanno risposto con voce pressoché unanime: gli Usa devono concentrarsi sulla loro economia. E niente interventi finanziari a favore dell'Eurozona. Per Mitt Romney "l'Europa può aiutarsi da sola". Per Herman Cain gli Stati Uniti "non devono provare a salvare le banche in Europa" e si devono invece concentrare sulla ripresa dell'economia americana. E secondo l'ultraliberista Ron Paul "bisogna lasciare che (il debito europeo) sia liquidato".

Ma i temi europei sono rapidamente passati in secondo piano in un dibattito che verrà ricordasto soprattutto per la gaffe di Rick Perry, governatore del Texas. Siamo più o meno a metà del dibattito quando il moderatore, John Harwood, gli domanda di elencare i tre dipartimenti del governo federale che lui propone di eliminare: Perry inizia a elencarli ma ne ricorda solo due (guarda il video), istruzione e commercio, poi, tra le risate degli altri, ammette di essersi dimenticato il terzo (energia). Il governatore del Texas chiude la sua frase con un "oops" che è quasi certo che verrà utilizzato dai suoi avversari per dimostrare quanto non sia affidabile, se neanche riesce a ricordare le cose importanti da fare. Il decimo confronto in tv, a onor del vero, è stato un po' fiacco. I candidati da tempo ripetono sempre i soliti concetti e il dibattito politico stenta a decollare. E' anche vero, però, che le primarie non sono ancora iniziate e solo tra due mesi la sfida entrerà nel vivo. Quanto alle proposte, per tutti il totem da abbattere è la riforma sanitaria di Obama; un altro tema forte è la riduzione delle tasse (cavallo di battaglia della destra americana); poi si vuole ridimensionare  il ruolo della Federal Reserve, riducendo le sue politiche monetarie espansive.

Non poteva mancare lo scandalo sessuale che ha coinvolto Herman Cain. A dire il vero se n'è parlato poco e il pubblico presente in sala, quando la moderatrice Maria Bartiromo ha posto la domanda al candidato di colore, ha reagito con un c erto fastidio, quasi a evidenziare che gli elettori siano stanchi di queste chiacchiere di gossip. Che pure ci sono sempre state e sempre ci saranno nella politica americana (ricordate lo scandalo che interruppe le aspirazioni di Gary Hart e l'affaire Monica Lewinsky-Bill Clinton?). Cain ha risposto con poche parole, dicendo che le accuse contro di lui sono infondate. Nessuno dei suoi avversari ha voluto approfittarne. Un atteggiamento tutto sommato positivo. Vedremo se durerà. Del resto Cain è un candidato forte e, al momento, è in testa ai sondaggi, a pari merito con Romney. Non è escluso, quindi, che fra poco verrà messa da parte la gentilezza e inizieranno a volare i coltelli...

Il candidato mormone, Mitt Romney, continua a non sfondare nella base del partito e soprattutto tra i Tea Party.

Ma se dovesse iniziare la corsa delle primarie (si parte nell'Iowa il 3 gennaio con i caucus) con un passo spedito il processo di esclusione dei candidati minori potrebbe aiutarlo a imporsi. Salvo sorprese... che nella politica a stelle e strisce sono sempre in agguato.

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