Varato il piano anti crisi: via a una nuova fase Marcegaglia: "Non basta un Cdm per la crescita"

Il governo avvia la "frustata" chiesta da Berlusconi. Via libera del Cdm al ddl che rivoluziona la libertà di impresa e il riordino del sistema degli incentivi. Bersani: "Una scossa? Non fa nemmeno solletico". Marcegaglia: "Giudizio sospeso". La Cisl: "Misure timide"

Varato il piano anti crisi: via a una nuova fase 
Marcegaglia: "Non basta un Cdm per la crescita"

Roma - Inserita la marcia per rilanciare l'economia dell'Italia. Il governo dà l'avvio a quella "frustata" chiesta dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Questa mattina il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge costituzionale che rivoluziona la libertà di impresa. "E' partita la nuova fase del lavoro di governo - commenta soddisfatto il premier - tesa al rilancio per la crescita dell’economia". Una nuova fase che si è resa possibile soltanto ora dal momento che non ci saranno più i finiani a osteggiarla. Il traguardo è una crescita del pil dell'1,5%. Previsione che il Cavaliere intende raggiungere e superare.

Le riforme frenate dai finiani Con il Consiglio dei ministri di oggi, il governo ha avviato una nuova fase. Guardando al futuro del Paese e puntando sulle imprese che investono in ricerca e assumono giovani, il nuovo pacchetto anti crisi fa perno su provvedimenti per il rilancio dell’economia, della crescita e dello sviluppo. Da sempre il premier va ripetendo che la stabilità politica è basilare per garantire la crescita economica di un Paese. Purtroppo in Italia le logiche di partito hanno la meglio sul bene comune. "Siamo stati distratti per ciò che è successo nel Pdl, con una diaspora che si è creata - spiega lo stesso Berlusconi - ma la maggioranza si sta accrescendo di votazione in votazione". Poi il Cavaliere assicura che "la maggioranza non avrà più quel fermo di quella forza che è passata all’opposizione". E rilancia: "Ora possiamo governare e fare le riforme. Oggi abbiamo infatti avviato un percorso che non sarà facile e neppure breve".

Le riforme varate dal governo La riforma degli incentivi, come ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, è basata sulla semplificazione normativa, sulla semplificazione delle procedure e su una forte riduzione dei tempi necessari per l’accesso. Sono tre le categorie di incentivi che vengono prodotti: quelli automatici tipo voucher; quelli erogati in base a progetti su bandi di gara e, infine, quelli legati a procedure negoziali per gli investimenti al di sopra dei 20 milioni. Quanto alla libertà d’impresa, con la modifica dell’articolo 41, viene "permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge". Mentre con la modifica dell’articolo 97 sulla pubblica amministrazione, come ha spiegato il ministro Renato Brunetta, "verrà costituzionalizzata la capacità e il merito". Il Cdm ha anche approvato l’attuazione del piano per il Sud. La tabella di marcia prevede dal primo marzo l’approvazione definitiva delle delibere Cipe sugli interventi regionali e nazionali ed entro la fine di aprile la definizione del meccanismo. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha annunciato inoltre il rilancio del piano casa. E' in arrivo poi un finanziamento di 100 milioni di fondi Fas da destinare alla banda larga. Slitta invece il ddl concorrenza che era all’odg e che sarebbe stato ritirato per essere inserito nel tavolo sulla semplificazione del ministro Calderoli.

La stabilità economica dell'Italia Il piano anti crisi ci accomuna alle politiche europee intraprese da tutti i membri dell'Eurozona. Lo stesso premier sottolinea che si tratta di un fatto non solo italiano ma di una decisione che riguarda tutta l’Unione europea. E proprio tra tutti i Paesi dell'Eurozona l'Italia - a differenza di quanto dicono i detrattori nostrani - si colloca al secondo posto per solidità economica. "Tutti i paesi Ue si stanno applicando a difesa delle proprie finanze e bilanci nei confronti della crisi che ha imperversato in tutto il mondo - conferma il Cavaliere - è stata confermata la volontà dei paesi Ue di mantenere unita l’Unione attraverso la forza della sua moneta e stabilito per l’11 marzo una riunione di tutti i Paesi dell’eurozona per misure di difesa".

In linea con l'Europa L'Italia resta una particolarità. "E' necessario sentire tutti ma abbiamo l’intenzione di avere il sostegno del Fondo monetario, dell’Ocse e della Commissione Ue - spiega il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti - i governi fanno i governi, gli esperti servono ma riteniamo fondamentale avvalersi di esperienze internazionali e non solo italiane. Un piano che esce deve essere serio, definito, strutturato e soprattutto validato nelle sedi che poi alla fine contano". L’esperienza che il governo vorrebbe rifare è quella di inizio legislatura, quando intorno a un tavolo tutti i ministri hanno definito un piano di lavoro che conteneva non solo la finanza pubblica ma molto dell’attività di sviluppo sull’economia.

Il contenimento del debito pubblico Sebbene l'Italia abbia un debito pubblico elevato, il governo è riuscito a non aumentarlo dimostrando così di poterlo sostenere. "Abbiamo compiuto un passo importante quando nel consiglio dei capi di Stato e di governo europei siamo riusciti a fare accettare un nuovo principio, quello che nella valutazione del benessere di un paese si aggiungesse anche il risparmio e la finanza privata", continua il presidente del Consiglio ribadendo che "questo ci porta a essere in Europa al secondo posto per solidità del sistema economico, appena staccati dalla Germania" Seppur il debito pubblico sia elevato, infatti, gli italiani sono ricchi.

Bersani al contrattacco "E' tutta un’operazione di distrazione - si è lamentato il leader Pd, Pier Luigi Bersani - per dare una scossa all’economia serve qualcosa che metta mano all’economia reale: una manovra economica, una manovra fiscale e un certo numero di riforme per la crescita". Presentando le proposte dei democratici sulle liberalizzazioni, il segretario del Pd attacca le misure adottate oggi dal governo: "La scossa si dà facendo le riforme e non quando un pur volenteroso Ferrara scrive un articolo per il Corriere". E ribatte: "Questa riforma fa il solletico...".

Marcegaglia: giudizio sospeso È "positivo che finalmente il consiglio dei ministri si concentri sul tema della crescità", dice la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Ma, aggiunge, quanto alle misure varate oggi "l’impatto immediato è piuttosto limitato". Il giudizio di Confindustria "è sospeso", sarà "positivo se al più presto, diciamo entro una settimana, verrà approvato il pacchetto sulle semplificazioni, che per noi è più interessante". Poi attacca: "Per essere onesti, non è che la crescita la fai con un consiglio dei ministri. Lla crescita la fai con un programma complesso che non si risolve con una sessione del consiglio dei ministri, deve essere un processo che va avanti e non può fermarsi qua".

Cisl polemica "Le misure per la crescita sono utili, ma ancora troppo timide e non riescono a determinare la necessaria accelerazione delle risorse disponibili per lo sviluppo" commenta la Cisl. "Sia la relazione sul piano per il Sud che il decreto di riordino degli incentivi indicano un piccolo avanzamento nella definizione dei provvedimenti. Le risorse per incentivi alle imprese, ancora una volta prevalentemente a valere sul Fas, saranno utilizzabili solo in piccola parte nel 2011. Mancano poi i necessari provvedimenti di sostegno all'occupazione.

Inoltre, il proposito del governo di modificare gli articoli 41, 97 e 118 della Costituzione per rilanciare l’attività economica tramite la semplificazione degli oneri burocratici, condivisibile in linea di principio, va raccordata con i necessari equilibri sociali e di sicurezza".

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