

Da qualche giorno sul sito web del nostro giornale appaiono senza la nostra autorizzazione, ovviamente, degli annunci pubblicitari trappola, degli annunci ingannevoli che sfruttano il mio volto e quello di alcuni colleghi. Questi annunci, se cliccati, portano i lettori verso una versione taroccata di pagine di quotidiani, compreso il nostro, che contengono informazioni false e spesso truffe di natura economica. Stiamo facendo ovviamente di tutto per rimuovere queste trappole, ma credetemi, non è così facile né semplice. Vi esorto quindi a verificare con attenzione le pagine che navigate e se contengono un indirizzo web diverso dal nostro, anche se ci somigliano nell'aspetto, uscitene subito perché l'informazione o è garantita al 100% oppure è davvero rischiosa.

Nelle prime ore di questa mattina la Polizia di Stato di Brescia ha eseguito diverse misure cautelari in carcere oltre a perquisizioni, richieste dalla Procura locale nell'ambito di un'indagine sulla criminalità giovanile nel corso della quale sono state ricostruite diverse aggressioni commesse da giovani italiani e nordafricani, di età compresa tra i 20 e 25 anni. In tutto gli arrestati sono sette: sei sono in carcere e uno ai domiciliari, accusati a vario titolo di tentato omicidio, rapina, lesioni e minacce aggravate, rissa, violenza privata, danneggiamento e possesso ingiustificato di armi.

Si è aperto un nuovo capitolo nei rapporti - non facili - tra la procura di Milano e il sindaco Beppe Sala. Di sicuro le proprietà americane dei due club, Milan e Inter, si spaventeranno un po' per l'inevitabile allungamento dell'iter burocratico. Ma c'è un'altra certezza...

Situazione caotica alla vigilia di una legge nazionale. Il caso Toscana: le prime domande valutate a inizio aprile

Giustizia e psichiatria non sono scienze esatte. La conclusione dei consulenti del giudice che sta processando il 17enne autore della strage di Paderno Dugnano lo dimostra: il giovane è stato indicato come "parzialmente incapace di intendere e di volere". Ma in situazione analoghi del passato, si è arrivati a pronunciamenti diversi

9 maggio 1997, Università La Sapienza. Un colpo alla testa e la 22enne Marta Russo crolla a terra. Nessuno ha visto chi ha sparato, l’arma non è mai stata trovata e le prove scientifiche sono incerte. Un caso costruito su testimonianze contraddittorie e dubbi mai risolti. La verità è ancora nascosta?

Portata in nave dal Marocco in Italia, nascosta in una busta della spesa , per essere venduta. Un viaggio drammatico che le aveva provocato problemi di salute, tali da dover essere portata in ospedale. E' quanto accaduto a una neonata, secondo le indagini della polizia di Torino, che su disposizione della procura ha fermato una coppia di coniugi marocchini e arrestato altri due connazionali.I primi sono gravemente indiziati di aver introdotto illegalmente dal Marocco la neonata, esponendola a pericolo per la sua vita. I secondi sono accusati di favoreggiamento personale e sono stati arrestati in flagranza di reato: nella loro casa ospitavano temporaneamente la piccola, che ora sta bene e che era stata ceduta dalla madre alla donna della coppia fermata per essere verosimilmente venduta ad una terza famiglia.

Il genetista Linarello spiega al Giornale cosa si sa del materiale trovato nella casa dei Poggi. E spunta un dettaglio sullo scontrino presentato da Sempio come alibi

13 agosto 2007, Garlasco. Chiara Poggi viene trovata senza vita nella sua villetta. Dopo due assoluzioni, Alberto Stasi viene condannato a 16 anni, ma l’arma non è mai stata trovata, il movente resta ignoto e una testimonianza chiave è stata ritrattata per paura, considerata poi inattendibile. Un verdetto oltre ogni ragionevole dubbio o una verità ancora sepolta? Intanto, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva dichiarato “irricevibile” il ricorso della difesa di Stasi. Ma alcuni giorni fa è stato riaperto il caso con conseguente iscrizione al registro degli indagati di Andrea Sempio. L'amico del fratello della vittima era già finito nella lista degli inquirenti ma le accuse nei suoi confronti erano state archiviate.
