Cosenza

La piccola Sofia, insieme ai genitori, ha lasciato la clinica Sacro cuore di Cosenza per andare a casa. La neonata, sequestrata e liberata dopo poche ore dalla polizia, e' uscita dalla clinica portata dal padre Federico Cavoto, accompagnato da uno dei proprietari della clinica, Saverio Greco, e seguiti dalla mamma Valeria Chiappetta, visibilmente sofferente in volto, sorretta da un altro dei proprietari, Giancarlo Greco. "Stiamo bene, ci stiamo riprendendo, grazie a tutti e soprattutto ai miei angeli" ha detto la donna, riferendosi alle agenti della Polizia che le sono state accanto in questi giorni. La famiglia e' quindi salita su un'auto che, scortata da una volante della Polizia, si e' diretta verso la loro abitazione.

Ansa
Cosenza, la neonata rapita lascia la clinica con la sua famiglia

La neonata sequestrata ieri sera a Cosenza e ritrovata dopo circa tre ore dalla Polizia, e' stata una "vittima casuale" dal momento che "nessun contatto" e' emerso "tra la famiglia della piccola e i coniugi" che sono stati sottoposti a fermo. A dirlo e' stato il capo della Squadra mobile di Cosenza Gabriele Presti incontrando i giornalisti in Questura. Il funzionario ha anche sottolineato che le "indagini si concentreranno anche sulla sicurezza del punto nascite" della clinica Sacro cuore dove il rapimento e' avvenuto. Riguardo alla figura del marito di Rosa Vespa, Acqua Moses, apparso ignaro di quanto realmente era accaduto ad alcuni investigatori, Presti ha riferito che la "posizione del marito e' da stabilire, ma sicuramente era presente nel momento dell'atto".

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Neonata rapita, la polizia: "Vittima casuale, nessun contatto fra le famiglie"

Stando a quanto riferito dagli inquirenti, che hanno ascoltato il racconto dell’anziano, è stata la disperazione a spingerlo a commettere l’omicidio: la moglie era affetta da una grave forma di demenza senile e negli ultimi tempi non riusciva neppure a riconoscerlo. L’uomo si trova ora ai domiciliari

Federico Garau
Cosenza, 87enne uccide a coltellate la moglie gravemente malata

La polizia di Cosenza sta eseguendo un'ordinanza di misura cautelare a carico di 13 persone ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di detenzione e cessione di cocaina, eroina e hashish ed estorsione. Le indagini dei poliziotti sono partite a seguito di una perquisizione effettuata nel quartiere popolare di via Popilia di Cosenza presso l'abitazione di un uomo, noto per avere precedenti specifici in materia di stupefacenti, durante la quale era stata eroina, oltre a materiale per il confezionamento della stessa e denaro contante. Una seconda indagine è stata avviata in seguito alla morte, per overdose, di una donna avvenuta a dicembre 2016 in via Rivocati. Il ritrovamento della stessa droga che aveva causato la morte della donna durante una perquisizione effettuata nei confronti di un uomo ha permesso l'avvio di un'altra indagine.

LaPresse
Cosenza, sgominata banda di spacciatori
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