Villa Verdi ora è un bene pubblico: via libera all’esproprio

La villa appartenuta a Giuseppe Verdi, oggetto di contestazione da parte degli eredi, diventerà ora un bene pubblico. L'annuncio del ministro della cultura Gennaro Sangiuliano

Villa Verdi ora è un bene pubblico: via libera all’esproprio
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La tenuta di Giuseppe Verdi a Sant'Agata di Villanova sull'Arda (Piacenza), a lungo residenza del musicista e ora custode di una straordinaria mole di cimeli, dal pianoforte al suo cilindro, fino ai guanti usati una sola volta dal maestro per dirigere la Messa di Requiem per Manzoni a Milano, verrà presto recuperata, valorizzata e riaperta al pubblico.

L’annuncio del ministro

A dare la notizia di grande importanza per il nostro patrimonio culturare, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che ha annunciato che le procedure di espropriazione del complesso di immobili appartenuti al maestro, sono state avviate. Tra poco quindi la meravigliosa villa attorniata dal grande parco diventerà un bene pubblico.

La decisione dell’esproprio

Dopo essersi confrontato con vari esperti e aver valutato a lungo il caso, il ministro aveva deciso di esercitare un esproprio per pubblica utilità sulla villa di Giuseppe Verdi. La dimora, all’asta per un contenzioso fra gli eredi, era finita da tempo al centro del dibattito. Gli eredi volevano circa 40 milioni, ma alla fine ne percepiranno nove.

Le parole del ministro

Dopo i 180 giorni previsti dalla legge affinché il bene diventi pubblico, creeremo una Fondazione mista tra Regione, ministero della Cultura, comune di Sant'Agata sull'Arda e comune di Busseto per arrivare a fare un percorso verdiano e operare per la valorizzazione del luogo”, sono state le prime parole di soddisfazione di Sangiuliano nell'annunciare la decisione.

La proprietà

Comprenda la Villa, il meraviglioso parco che era stato valutato 7,5 milioni, il Teatro di Busseto e la casa natale di Verdi che contiene oggetti di immenso valore come le lettere di Cavour, una delle prime copie dei Promessi Sposi che Manzoni gli donò, il suo pianoforte e oggetti personali che intrecciano inevitabilmente la nostra storia nazionale. “Non potevamo consentire che questo bene restasse lì chiuso ed esposto a un progressivo degrado, mentre noi vogliamo valorizzarlo” ha sottolineato il ministro.

La villa, dice ancora: "È un luogo che esprime l'identità della nostra Nazione perché Verdi è stato uno straordinario compositore, noto in tutto il mondo, ma è stato anche un protagonista del Risorgimento. Per questa ragione, questo bene non poteva rimanere esposto al degrado e all'incuria, ma deve poter costituire il nucleo centrale di un itinerario museale a disposizione del mondo intero".

Al ministro fanno eco le parole del Sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni: “Un’altra dimostrazione della forte attenzione del Ministero nei confronti del nostro patrimonio culturale e dei suoi più illustri protagonisti, amati e celebrati in tutto il mondo. Salvaguardare e valorizzare la storia del nostro Paese e coloro i quali ne hanno determinato la grandezza un dovere e una priorità”.

Il restauro

La villa verrà “riaperta” su nuove basi per diventare un punto di forza per fare conoscere nel mondo l'artista: “gli appassionati di Verdi arriveranno da tutto il mondo” assicura Sangiuliano, nonché la ricchezza delle terre verdiane e le province di Parma e Piacenza.

Già a inizio novembre di un anno fa, il ministro aveva organizzato un’ispezione con soprintendenza e carabinieri per controllare lo stato di conservazione della residenza, ed ora questo: “luogo di memoria collettiva” verrà restituito agli italiani.

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