"Arrostirono persone sulla Open Arms". Comizio di De Falco al processo contro Salvini

Il ministro dei Trasporti viene accolto fuori dall'aula bunker di Palermo da uno striscione di sostegno: "Giù le mani da Salvini". Oggi ha deposto l'ex comandante grillino

"Arrostirono persone sulla Open Arms". Comizio di De Falco al processo contro Salvini
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Dopo la pausa estiva, è ripreso il processo a Palermo che vede imputato Matteo Salvini con l'accusa di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio per il caso Open Arms. I fatti risalgono all'agosto del 2019, quando il ministro dell'Interno dell'allora governo Conte 1 ritardò lo sbarco della nave Ong, con a bordo 147 migranti, per due settimane.

La deposizione di De Falco

La giornata odierna ha visto, come teste, la presenza di Gregorio De Falco. L'ex senatore del Movimento Cinque Stelle - nonché storico capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno durante il naufragio della Concordia che richiamò all'ordine Francesco Schettino - ricorda in aula quei giorni estivi di quattro anni fa: "Scrissi alla ministra della Difesa di non firmare un ulteriore decreto che si profilava all'orizzonte che fonti di stampa davano già per diramato dal ministro Matteo Salvini - dichiara durante la propria deposizione -. Le chiesi di non firmare un ulteriore decreto di interdizione, perché avrebbe costituito un aggiramento del provvedimento giudiziario". La successiva risposta della Trenta fu "che anche l'allora ministro Toninelli non avrebbe voluto firmare quel decreto di interdizione". Anche se De Falco si dimentica che la contromossa politica dei 5 Stelle venne fatta per contrastare Salvini nel pieno della crisi di governo innescata a inizio agosto 2019.

Secondo De Falco "sia il decreto sicurezza bis di Salvini che le sue attuazioni in realtà sono un vero e proprio travisamento delle convenzioni internazionali". Anzi, una vera e propria "aberrazione". L'ex grillino coglie l'occasione per dare un giudizio politico sulla vicenda dell'agosto 2019, anche se in realtà il luogo più indicato per tenere un discorso del genere sarebbe il Parlamento e non un'aula giudiziaria: "Non si devono fare arrostire le persone a bordo delle navi, non si deve fare politica sulla pelle delle persone". Per poi aggiungere: "La Guardia costiera libica è costituita da delinquenti". Immediata la replica dell'avvocata Giulia Bongiorno all'assurdo comizio del comandante: "È gravissimo quello che sta dicendo". Fonti della difesa dell'allora ministro dell'Interno parlano di un'"ennesima udienza che dimostra che sul banco degli imputati c'è una linea politica e non una condotta. De Falco infatti ha ricordato che Conte aveva indicato come linea politica del governo che i migranti dovevano sbarcare solo dopo la redistribuzione, dunque era condivisa e legittima l'attesa di qualche giorno".

Il sostegno a Salvini

Questa mattina il leader della Lega si è presentato nell'aula bunker del carcere Pagliarelli del capoluogo siciliano per seguire la nuova udienza ed è stato accolto da uno striscione di sostegno: "Unico a fermare i clandestini, giù le mani da Salvini", si legge nel manifesto esposto all'ingresso del Pagliarelli da alcuni deputati leghisti. Un messaggio di solidarietà al vicepresidente del Consiglio che giunge proprio nel periodo in cui l'isola di Lampedusa sta vivendo un momento molto complicato per il fatto di essere stata presa d'assalto da migliaia di migranti.

L'hotspot isolano è completamente al collasso e i partiti di centrosinistra, che fino a pochissimo tempo fa avevano sempre sostenuto la linea dell'accoglienza e dei porti aperti, senza se e senza ma, ora attaccano il governo Meloni accusandolo di incapacità di bloccare i migranti. Presenti i deputati Marianna Caronia e Vincenzo Figuccia e l'ex membro della Camera Francesco Scoma.

Salvini è stato accompagnato in aula dal suo avvocato e non si è fermato con i parlamentari presenti, entrando direttamente nel luogo in cui si sta tenendo il processo. La prossima udienza del processo si terrà il prossimo 6 ottobre, quando deporrà in aula Richard Gere.

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