Paga la casa quasi 400mila euro, ora viene sfrattato a 86 anni: "Mi fidavo"

Sandro Groppi, 86ennne di Piacenza, rischia di perdere la sua casa nonostante l'esborso di più di 300 mila euro all'impresa costruttrice con cui aveva firmato il contratto di compravendita

Paga la casa quasi 400mila euro, ora viene sfrattato a 86 anni: "Mi fidavo"
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Sedici anni di vita trascorsi nella propria dimora, pagata con tanti sacrifici, rischiano di terminare per il piacentino Sandro Groppi, anziano di 86 anni, che si è ritrovato l'ufficiale giudiziario bussare alla sua porta per notificargli l'avviso di sfratto. La sua casa è stato messa all'asta e rilevata da un nuovo acquirente nonostante i quasi 370 mila euro sborsati per acquistarla.

La storia, racconta il Corriere, inizia nel 2005 quando lo stabile situato in via Emmanueli a Piacenza viene ristrutturato dalla Lucius Srl, impresa di ricostruzioni, che al tempo aveva ricevuto un mutuo di 2 milioni di euro dalla Banca di Piacenza. Nel frattempo, Sandro Groppi è interessato a comprare l'appartamento procedendo con la stipula di un contratto di compravendita e a versare nei due anni successivi diversi acconti. Sandro si è fidato della ditta costruttrice al punto da saldare, nel 2007, l'intero ammontare prima di recarsi dal notaio per concludere il rogito. Secondo il legale di Groppi, l'avvocato Francesco Gueli: "Questa è un’anomalia, perché solitamente il saldo prezzo lo si paga al momento in cui si rogita dinnanzi ad un notaio in quanto, con la stipula del rogito, si ha la certezza che verrà cancellata l’ipoteca e il bene verrà trasferito".

Sempre nel 2007, secondo la ricostruzione dell'avvocato, viene redatto il verbale di consegna dell'immobile in cui la Lucius Srl scrive che l'importo a carico del signor Groppi era già stato versato e saldato per una cifra pari a 369.200 euro con iva al 4%. Purtroppo, però, l'azienda si è rifiutata di eseguire il trasferimento di proprietà a Groppi non andando a rogito e di conseguenza si è anche rifiutata di cancellare l'ipoteca gravante sulla casa e di ripagare il mutuo concesso dalla banca locale. La casa, dunque, non è tecnicamente di Sandro.

Negli ultimi anni, la questione è proceduta per vie legali. L'avvocato gueli spiega: "Siamo quindi costretti ad avviare una causa davanti al Tribunale di Piacenza un causa tipica prevista dal nostro Codice Civile in cui chiediamo al Tribunale di emettere una sentenza nella quale tenga luogo del rogito non concluso e ordini alla ditta costruttrice di estinguere il suo debito verso l’istituto di credito per cancellare l’ipoteca gravante sul bene. Otteniamo questa sentenza che passa in giudicato e la ditta rimane contumace in giudizio. Il problema è che in concreto la ditta costruttrice disattende quest’ordine del giudice".

Nel mentre, una seconda società che ha acquistato il credito elargito ai tempi dalla Banca di Piacenza ha dato luogo a un'esecuzione forzata di recupero dei soldi mediante un atto di precetto alla Lucius Srl ma qualora ciò non fosse avvenuto, si sarebbero rifatti sull'appartamento di Groppi in quanto vi era ancora un'ipoteca accesa.

La casa è stata, purtroppo, messa all'asta e venduta ad un nuovo acquirente. Il funzionario dell'Istituto vendite giudiziarie di Parma si è presentato a casa di Groppi per notificargli l'avvenuta vendita dell'immobile e il conseguente sfratto.

Tuttavia, una volta compresa la situazione in cui si trova oggi come oggi l'anziano, ha predisposto un nuovo termine, il 23 ottobre, in attesa che si possa verificare qualche cambiamento e dando modo al signor Groppi di rimanere nella sua abitazione fino a suddetta data. Forse c'è ancora qualche speranza per Sandro Groppi.

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