Monia Bortolotti non risponde al gip. "Ha minacciato gesti autolesionistici"

La 27enne, accusata di aver soffocato i figli di 4 e 2 mesi, si è avvalsa della facoltà di non rispondere alle domande del gip. Ieri sera è stata trasferita dal carcere in ospedale perché ha minacciato di farsi del male

Monia Bortolotti non risponde al gip. "Ha minacciato gesti autolesionistici"
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Monia Bortolotti, la mamma di Pedrengo arrestata con l'accusa di aver ucciso i figlioletti di 2 e 4 mesi, non ha risposto alle domande del gip durante l'interrogatorio di garanzia. Ieri sera la 27enne è stata trasferita dal carcere di Bergamo all'ospedale Papa Giovanni XXIII dopo aver minacciato gesti autolesionistici. Intanto dall'inchiesta sul duplice infanticidio emergono nuovi dettagli relativi al decesso prematuro e sospetto di uno due fratellini, il piccolo Mattia.

Monia Bortolotti non risponde al gip

La donna, che si trova in una camera di sicurezza dell'ospedale di Bergamo, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Oltre al giudice per le indagini preliminari, all'interrogatorio hanno partecipato anche il pm Maria Esposito, titolare dell'inchiesta, e l'avvocato Luca Bosisio, legale della 27enne. Il trasferimento dal carcere di via Gleno al Papa Giovanni XXIII è stato necessario dopo che l'indagata aveva minacciato, senza metterli in atto, gesti autolesionistici nelle ore successive all'arresto di sabato 5 novembre.

La presunta bugia sull'amica

Secondo gli inquirenti il movente dei presunti infanticidi sarebbe da ricondurre "all'incapacità della madre di reggere alla frustrazione del pianto prolungato dei bambini". In particolare molti sono i dubbi emersi sul decesso del secondogenito, Mattia, morto a due mesi dalla nascita il 25 ottobre 2022. Stando a quanto apprende il Corriere.it da fonti vicine all'inchiesta, quel giorno Monia Bortolotti era da sola in casa a insaputa dei familiari. Al padre e all'ex compagno aveva detto che l'avrebbe raggiunta un'amica e dunque non c'era bisogno che rimanessero con lei. Ma i carabinieri del nucleo investigativo della Compagnia di Bergamo non hanno trovato riscontri di un eventuale appuntamento fissato per quella data, né messaggi, chat o telefonate con conoscenti.

"Non lasciatela da sola"

Il piccolo Mattia era stato ricoverato per un'apnea a soli 19 giorni di vita. All'atto delle dimissioni, scrive l'Ansa, la 27enne era stata visitata da uno psichiatra, che aveva consigliato ai familiari di non lasciarla da sola con il bambino. Suggerimento che il papà adottivo e il compagno avevano accolto evitando di lasciare la giovane mamma da sola col piccolino, fino al giorno in cui è morto. Per la procura il decesso del bimbo è avvenuto a seguito di "un abbraccio letale".

Bortolotti sostiene - come ha raccontato anche negli sfoghi affidati ai social dopo l'avvio delle indagini - di essersi addormentata con accanto al figlioletto e di averlo schiacciato involontariamente col peso del suo corpo. Una morte in culla, a suo dire, avvenuta in circostanze analoghe a quella della primogenita Alice. Per gli investigatori la bimba, di soli 4 mesi, sarebbe stata soffocata con dei cuscini

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