"Test del Dna agli occupanti dell'hotel". Si stringe il cerchio sul sequestro di Kata

Accertamenti genetici sugli ex occupanti dell'ex hotel Astor di Firenze, ora sgomberato. La bambina è scomparsa da oltre 2 settimane

Un primo piano della piccola Kataleya Alvarez
Un primo piano della piccola Kataleya Alvarez
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Agli occupanti dell'ex hotel Astor, da cui lo scorso 10 giugno è scomparsa la piccola Kata, è stato prelevato il Dna. Lo apprende l'agenzia stampa Ansa da fonti vicine all'inchiesta. L'obiettivo degli inquirenti, che indagano sul caso ipotizzando il sequestro di persona a scopo di estorsione, è quello di utilizzare le tracce genetiche per future comparazioni. Intanto continuano gli accertamenti tecnici e scientifici sugli elementi repertati nella stuttura del quartiere San Jacopino di Firenze. Al vaglio degli investigatori ci sono anche i nastri estrapolati da oltre 1600 telecamere di sorveglianza cittadina.

Isolati i profili genetici dei occupanti

Nelle ultime ore, sono stati isolati sia i profili genetici di Kathrine Alvarez e Miguel Angel Romero chicclo - i genitori di Kata - che degli occupanti dell'ex albergo. L'edificio, sgomberato pochi giorni dopo la scomparsa della bimba peruviana di 5 anni, era occupato prevalentemente da cittadini romeni e sudamericani (150 persone in totale). Gli accertamenti sul dna - fanno sapere i carabinieri - rientrano nelle normali attività investigative specifiche per le persone scomparse, in quanto finalizzate a cristallizzare l'eventuale presenza di "soggetti estranei agli occupanti" dell'Astor rispetto ai reperti acquisiti durante i sopralluoghi. Durante la maxi ispezione di due settimane fa, era stato repertato anche lo spazzolino da denti e alcuni indumenti di Kata.

Gli accertamenti sulle telecamere

L'attenzione degli inquirenti si concentra prevalentemente sui filmati della telesorveglianza e sugli ultimi video che immortalano la bimba prima della scomparsa. L'obiettivo è quello di trovare una traccia dei presunti rapitori, ma anche di definire una precisa finestra temporale relativa alla dinamica rapimento. Il grande "buco nero" di questa vicenda restano soprattutto gli orari.

La piccola viene ripresa dall'occhio elettronico puntato in via Boccherini alle ore 15.01 e poi, alle 15.13, mentre sale le scale esterne dell'edificio per raggiungere il terzo piano del palazzo. Da quel momento, è come se fosse stata inghiottita nel nulla.

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