Il business dei rom che si fanno pagare per bruciare i rifiuti

A Giugliano, in provincia di Napoli, i nomadi appiccano roghi tossici per pochi euro

Il business dei rom che si fanno pagare per bruciare i rifiuti

Un tariffario, dai dieci ai trenta euro appena, per bruciare i rifiuti. Insomma, il prezzo cambia a seconda delle dimensioni del carico da incendiare. È questo il nuovo (?) business dei rom a Giugliano, in provincia di Napoli.

Qui, infatti, come racconta in esclusiva Il Mattino, rom hanno imbastito un vero e proprio giro d’affari. La zona calda dei loro loschi traffici è l’aria di sviluppo industriale del comune campano, dove per l’appunto sorgono numerose aziende e fabbriche. I residenti dei campi locali, in combutta con i titolari di stabilimenti, officine e sfasciacarrozze, bruciano i loro scarti, appiccando numerosi roghi tossici.

Spendendo così pochi euro, queste persone affidano ai nomadi piromani i loro rifiuti, risparmiando – e di grosso – sui costi dello smaltimento vero e proprio, quello fatto bene, a regola d’arte.

I rom, poi, hanno anche un doppio guadagno, visto che spesso e volentieri smantellano gli oggetti per cavarne fuori pezzi di ricambio, oppure fondono i rottami per ricavarne rame e altri metalli.

Chi si crede furbo e si affida a questi signori non fa altro che alimentare la criminalità e inquinare ulteriormente un’aria e una terra già avvelenata.

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