"Via la mappa dei colori": cosa può cambiare adesso

I governatori fanno sentire la loro voce anche perché sono in prima linea sui territori per contenere i contagi

"Via la mappa dei colori": cosa può cambiare adesso

Le Regioni sono in pressing sull’esecutivo guidato dal premier Draghi: l’obiettivo è modificare la divisione in zone per colori in base al numero dei contagiati e dei ricoveri per Covid-19. La conferenza dei governatori spinge per superare un meccanismo ritenuto ormai obsoleto. “Siamo convinti – ha dichiarato il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci alla trasmissione di La7 Omnibusche debbano essere rivisti i parametri. Sono stato costretto a emanare 139 provvedimenti di zona arancione. Oggi siamo certi, e ritengo che l'intesa col governo si possa trovare nel giro di qualche giorno, che al posto dell’attuale colorazione si possano adottare provvedimenti più efficaci nella prassi e più concreti”.

I governatori fanno sentire la loro voce anche perché sono in prima linea sui territori nella lotta contro il Covid-19 e subiscono le pressioni dei cittadini quando il governo adotta i provvedimenti in merito alla pandemia. “Mi sembra un'anomalia, per esempio – ha continuato Musumeci – quella dei tabaccai, un controsenso rispetto al periodo di particolare rigore dello scorso anno”. Anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervistato dal Quotidiano Nazionale, è dell’idea che il sistema di divisioni in zone, il quale “ha funzionato nelle prime fasi della pandemia e prima degli effetti della campagna vaccinale”, oggi vada necessariamente modificato.

“Chiediamo al governo – ha sottolineato Fontana – di rivedere i parametri e mettere a punto un sistema che consenta da un lato di monitorare l'andamento della pandemia e, dall'altro, anche di convivere con il virus. La cascata di informazioni che cadono a pioggia sulla cittadinanza, spesso anche in maniera contraddittoria, non aiutano i presidenti di Regione, i quali sono costretti a misurarsi con le reazioni delle persone, sempre più disorientate dai continui cambiamenti delle regole di comportamento per contenere i contagi. A questo proposito, il governatore lombardo ha suggerito all’esecutivo di cambiare anche il bollettino quotidiano diramato a livello nazionale.

“Andrebbero evidenziati – ha spiegato Fontana – solo i dati più utili ai cittadini per tenerli informati, senza che debbano essere travolti da ansie ingiustificate. Ho chiesto in sede di conferenza delle Regioni che si scorporassero i dati dei ricoverati per Covid da quelli con Covid”. Sulla stessa lunghezza d’onda dei colleghi è il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

“Stiamo dialogando con il governo – ha scritto sui social – per eliminare la distinzione in zone a favore di quella più attuale tra persone vaccinate e non vaccinate. Così come chiederemo che non vengano conteggiati tra i pazienti ricoverati per Covid coloro che risultano positivi, ma sono asintomatici e arrivati in ospedale per altre patologie”.

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