Vittima di gang di magrebini a scuola, denuncia la madre del 13enne

Le violenze, pedinamenti ed aggressioni, avvenivano dentro e fuori dall’istituto scolastico. Il ragazzino è ancora vittima dei traumi da stress e delle ansie che gli impediscono anche solo di uscir di casa

Vittima di gang di magrebini a scuola, denuncia la madre del 13enne

Ragazzino italiano di 13 anni vittima di bullismo a scuola ad opera di una gang di nordafricani, una notizia che probabilmente, a parti invertite, avrebbe scatenato un vero e proprio putiferio con tanto di interrogazioni parlamentari.

Invece la questione è passata in sordina, se non fosse per il fatto che la mamma di Yanis, questo il nome della giovane vittima, non si arrende e continua a raccontare quanto è accaduto e tuttora continua ad accadere tra le pareti dell’istituto “Bertesi” di Soresina (Cremona). Lucrezia Marzano, come riportato da “IlPrimatoNazionale”, si sfoga in un video, raccontando dei tormenti subìti in continuazione dal figlio, che è stato, tra l’altro, ricoverato in ospedale a causa dello stress e delle ansie accumulate.

“Mio figlio è morto dentro”, denuncia la donna, mentre Yanis ancora non si è ripreso dai traumi di cui è rimasto vittima e teme anche solo di mettere il naso fuori di casa. “Mio figlio è stato bullizzato da un branco di musulmani, fuori e dentro la scuola”.

Le denunce di Lucrezia hanno portato ad un’indagine da parte della procura di Brescia. Ciò nonostante, per contro, il dirigente scolastico Paola Manara si è rifiutata di convocare un’assemblea straordinaria per affrontare questo ed altri problemi del genere che affliggono l’istituto. Quest’ultima si è trincerata dietro la motivazione secondo cui non si può indire un consiglio d’istituto se richiesto da un unico genitore. Evidentemente neppure se la situazione da prendere in considerazione presenta delle evidenti criticità.

Lucrezia, comunque, non si fa scoraggiare e continua a denunciare ciò che accade sulla sua pagina Facebook. “Sappiamo di maltrattamenti nei confronti anche di altri studenti. Palpeggiamenti nei bagni a ragazzine di soli 12 anni. Non è possibile vivere in questo questo clima omertoso dove un gruppetto di furbi pensa di fare il bello e il cattivo tempo. Trovo scandaloso che non si prendano provvedimenti, i colpevoli si conoscono, dal momento in cui hanno provato a scusarsi, ma noi non accettiamo le scuse come non accettiamo il menefreghismo delle istituzioni. Gli episodi sono avvenuti all’interno dell’istituto, non solo al di fuori. Chiediamo di fare gruppo perché questo non succeda più, ai miei e ai vostri figli”.

La classe di cui fa ancora parte Yanis conta solo 5 alunni italiani su 22 studenti in totale, come racconta ancora Lucrezia. “I bambini tra di loro si esprimono in base all’origine etnica.

Alcuni vengono bocciati perché non conoscono nemmeno l’italiano”. Alcuni di questi, tra l’altro, hanno già ricevuto segnalazioni per dei piccoli reati ma, vista la giovane età, è impossibile adire per vie legali.

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