Domenica sera è iniziato il Ramadan, il periodo dell'anno in cui nel mondo islamico si pratica il digiuno in commemorazione della rivelazione del Corano a Maometto. È un mese sacro per due miliardi di musulmani, di cui circa 30 milioni in Europa, concentrati in Germania, Francia e Inghilterra.
Ed è proprio qui, a Francoforte e Colonia, a Parigi e a Londra (Londonistan, per alcuni) che le amministrazioni comunali, quest'anno in particolare, hanno deciso di accendere le vie dello shopping con luminarie del Buon Ramadan, lune crescenti, led a mezzaluna e lanterne. «Happy Ramadan» a tutti.
E non possiamo che essere felicissimi anche noi, paladini della libertà di culto e fautori di un'integrazione che passi anche dalla convivenza delle diverse tradizioni religiose. L'accoglienza non può prescindere da una società multiculturale, multietnica e multireligiosa. Cosa meglio di un bel mischione giudaico-cristiano-islamico?
Ecco perché non consideriamo affatto le luminarie del Ramadan - come invece pensano certi leghisti venuti su a pane, panetun e Fallaci - il segno della sostituzione etnica del presepe con il Fanus.
Semmai prevediamo che la mercificazione del Ramadan contaminerà - come già successo col nostro Natale il senso più profondo della festività religiosa.Non sarà l'Europa a cedere all'integralismo islamico. Ma l'islam, temiamo, al consumismo occidentale. Si Deus vult. O Inshallah, dipende.
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