Cinquanta sfumature di delirio. Quando il piccolo editore sogna il colpaccio...

Il surreale episodio, finito a colpi di avvocato, di chi voleva emulare il porno successo di E.L. James

Cinquanta sfumature di delirio, ovvero ossessione da megaseller. In Inghilterra è scoppiato un caso editoriale, con di mezzo fior di avvocatoni, per un presunto prequel della trilogia più hot, e redditizia dell'anno, Le cinquanta sfumature (di grigio, di rosso e di nero) di E.L. James, la casalinga britannica che è diventata la regina del porno soft.

Ecco cosa è successo nella ricostruzione dei giornali inglesi a partire dal Guardian di ieri. Una piccola casa editrice dello Yorkshire, la Bluemoose Books, ha dichiarato di essere pronta a pubblicare una «biografia non autorizzata» di Christian Grey il protagonista maschile della saga, quello dal frustino facile. Il libro per come veniva presentato dalla casa editrice di Hebden Bridge avrebbe dovuto essere un viaggio nella «giovinezza di Grey, la sua educazione, l'ascesa negli affari e la nascita delle sue abitudini sessuali». Il tutto è finito sul sito di Bookseller una cosa piuttosto letta nel mondo editoriale (era luglio).

C'è voluto pochissimo perché i telefoni della casa editrice diventassero bollenti. Più di venti editori americani ed europei hanno chiesto di poter trattare per i diritti. Senza contare la telefonata arrivata dagli Universal Studios: volevano mettere le mani avanti sui diritti del film. Ed è lì che dalle parti di Hebden Bridge (borgo di 4500 anime con una storia di lanifici e mulini ad acqua e un presente residenziale) hanno iniziato ad avere i brividi. Loro il libro pronto no ce l'avevano, era solo un'idea. Hanno iniziato una corsa contro il tempo con la moglie dell'editore, Kevin Duffy, spedita a cercare una copia di "Cinquanta sfumature di grigio" e uno degli autori della casa editrice reclutato a forza per scrivere in un pomeriggi o i primi tre capitoli dell'improbabile libro. Poi la caccia ai fondi necessari a una pubblicazione che inevitabilmente avrebbe dovuto essere di migliaia e migliaia di copie.

Poi è finita come doveva finire. Ad un certo punto sono arrivate delle telefonate dalla Random House, il grande editore con sede a Londra e New York che ha per le mani i torridi diritti delle opere di E L James. Gli avvocati del colosso hanno subito fatto presente che non è il caso di giocare con i diritti di un libro da milioni di Euro. E così alla Bluemoose Books hanno molato il colpo.

Smaltita la sbornia da «oddio avremmo potuto diventare

milionari» pare che si siano di nuovo messi a ragionare sui libri veri... Ne hanno di graziosi e magari tutti i grandi editori che hanno conosciuto potrebbero interessarsi anche a questi... Infondo non si vive di solo porno.

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