"La guerra ormai è di certo perduta. Dove ci porterà la pazzia di Hitler?"

Ecco uno stralcio dei presunti diari di Benito Mussolini, pubblicati dal mensile "Storia in rete"

"La guerra ormai è di certo perduta. Dove ci porterà la pazzia di Hitler?"

Pubblichiamo in questa pagina alcuni brani tratti dal presunto Diario di Benito Mussolini del 1942 (si tratta di materiale assolutamente inedito) di cui il mensile Storia in Rete diretto da Fabio Andriola pubblica alcuni stralci in esclusiva nel numero da oggi in edicola (n. 117/118 luglio-agosto 2015, pagg. 96, euro 6). Come già in occasione della notizia del ritrovamento del Diario, nel giugno scorso, il Giornale , pur interessato giornalisticamente alla vicenda, lascia agli storici e gli specialisti il giudizio sulla veridicità o meno del Diario.

20 gennaio

Ciano viene a spiegarmi del suo viaggio a Budapest \ Discorso succinto telegrafico pieno di sottintesi e di pause durante le quali sorride a labbra chiuse, guardandomi negli occhi, come se volesse dire chissà che, e non dice nulla. Parla male delle persone che ha avvicinato, le gratifica con le solite parolacce. A tratti diventa serio, si irrigidisce pare un ragazzo imbronciato, ostinato cattivo al quale il padre stia per sonare uno scapaccione.

29 aprile

Hitler vuole prima l'avanzata verso l'Egitto, poi la presa di Malta. Faccio osservare il gravissimo errore di un simile progetto e l'impossibilità d'affrontare l'impresa africana in queste condizioni. Inutile insistere. La reazione è violenta isterica. Egli si alza di scatto, ha negli occhi un lampo di pazzia, cammina concitato, va e viene sciabolando l'aria col braccio levato. \ Mi rendo conto che con quest'uomo le lotte sono inutili. Contro le sue decisioni: nulla si può fare. Non lo ascolto più.

20 luglio: (nota scritta sulle pagine del 19/20 agosto)

La Grecia versa in condizioni disastrose: miseria e fame. Tutto quel poco che rimarrebbe ai greci è depredato dai tedeschi. Il solito. \ Dispongo subito che i costi d'occupazione, per quanto riguarda l'Italia, siano quasi del tutto eliminati. Appena a Roma scriverò a Hitler. Quel criminale idiota mi sentirà. Tra l'altro questo è proprio il sistema per farci odiare irrimediabilmente e dare libero incremento alla propaganda inglese.

10 ottobre

Presiedo il Consiglio dei Ministri. Nulla d'importante. Il mio ottimismo sulle sorti della guerra? Il mio giudizio sulla magnifica resistenza del popolo? Ma è necessario che io sia, pur con grande ripugnanza, ufficialmente ottimista al cento per cento. Che cosa si direbbe se io dicessi tutta intera la verità? Quella verità che io conosco, quella che non mi permette, quando sono solo con me stesso d'illudermi. Quella, che s'abbatte come una raffica, ché la tragedia è prossima, ché la guerra è perduta.

12 novembre

Quante volte nelle ore lente della notte svegliandomi d'improvviso, preso nel vortice dei miei lunghi affanni ho chiamato te solo, figlio mio. Ti ho chiamato ed ho parlato con te dei tormenti miei. \ Dove ci condurrà la irrefrenabile pazzia di Hitler? Sono impotente al cospetto di tanto sfacelo. La guerra è perduta. Tu vedi, tu lo sai. La guerra è irrimediabilmente perduta. Quale sarà l'epilogo di tanta tragedia?

31 dicembre

Qualche cosa di me resterà nel tempo e nella mente degli uomini, e quelli che mi hanno odiato, quelli che mi hanno tradito e ingannato più e più mi sentiranno a loro vicino. Quante menzogne, vigliaccherie, falsità. Quante schiene ho veduto piegate nel gesto umile e servile.

In quante parole ho sentito dietro l'espressione devota: l'inganno. Ma tutto passerà, tutto sta passando. La mia vita è stata un'erta faticosa che mi ha portato sempre più in alto verso la solitudine, ma la pace non l'ho trovata mai. Ora sotto di me si è aperto il precipizio.

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