Toniolo, un economista beato nell'anno della crisi

A poco meno di un mese dalla proclamazione della Beatificazione al via una tre giorni di studio e di analisi sulla vita e la "missione" di Toniolo. Tettamanzi: "Figura attualissima di intellettuale europeo"

Toniolo, un economista beato nell'anno della crisi

"Una figura attualissima, non solo per il momento difficile di crisi economica che stiamo attraversando. Ma in tutti gli ambiti della vita, da quello familiare, sociale, politico". Con queste parole il Cardinale Dionigi Tettamanzi, ex presidente dell’Istituto Toniolo (è di oggi la notizia che il comitato permanente ha accolto le sue dimissione) e promotore con l’archivio "Mario Romani" del convegno che da oggi a venerdì si svolge all'Università Cattolica di Milano, ricorda l’economista che sarà beato il 29 aprile prossimo.

Le parole di Tettamanzi arrivano in apertura dei lavori della tre giorni di riflessione e approfondimento sulla figura di un uomo proposto dalla Chiesa come esempio di santità laicale. "Egli è un raffinato intellettuale europeo - così ne ha parlato Tettamanzi - un pensiero, il suo che gli permette di inserirsi nel dibattito sull’economia capitalistica sviluppatosi tra fine ottocento e inizio novecento affrontando nel contempo il problema delle origini dell’Europa moderna. E questo con un vantaggio per il cattolicesimo italiano di allora: quello di uscire dalle secche del provincialismo per inserirsi al più alto livello nel dibattito europeo". Una concezione estremamente moderna se pur scaturita dalla situazione storica del tempo, per tanti versi però comparabile all’attuale crisi italiana, europea e mondiale.

La figura di Giuseppe Toniolo è oggi particolarmente attuale non solo per la sua prossima beatificazione ma anche e soprattutto per la sua fervente attività di studioso dell’economia e della sociologia le cui intuizioni risultano estremamente moderne anche a fronte della situazione politica ed economica italiana e mondiale. Toniolo, del resto, fu tra i principali artefici dell’inserimento dei cattolici nella vita politica, sociale e culturale della nazione italiana e il suo contributo agli studi economico-sociali è testimoniato da numerose pubblicazioni. Nei primi saggi è visibile l’interesse alle problematiche legate alla divisione del lavoro e alla distribuzione della ricchezza.

Successivamente si è dedicato allo studio dell’evoluzione dei concetti di capitalismo attraverso l’analisi del pensiero di filosofi come Marx, Hegel e Lasalle. Sviluppa così una sua propria concezione che pone al centro dello studio sempre la figura dell’uomo e una visione in equilibrio tra capitalismo e anticapitalismo.

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