Ecco l'ultimo colpo di Santoro: liquidazione da 2,5 milioni di euro

Il giornalista più fazioso del servizio pubblico trasloca in una tv privata. Potrà continuare nella guerriglia contro Silvio, ma almeno senza i soldi del canone. La7 ha scoperto che sparare su Berlusconi costa poco e rende molto, perciò vuole puntare su un'informazione radical chic, terzopolista e di trincea. A Santoro una buonuscita milionaria e ora la Rai prepara le contromosse per la perdita di share il giovedì sera

Ecco l'ultimo colpo di Santoro: 
liquidazione da 2,5 milioni di euro

Ora Lorenza Lei sarà l’eroina del centrodestra. Certamente di Berlusc­o­ni che ha indicato in Annozero uno dei motivi per cui il Pdl ha perso la batta­glia di Milano. E invece diventerà il «diavolo» per la sinistra, essendo riu­scita a far scivolar via dalla Rai il «pala­dino » della battaglia anti premier. Non per nulla i più infuriati dell’accor­do raggiunto ieri per la risoluzione del contratto tra il direttore generale e il giornalista sono i consiglieri d’opposi­zione Giorgio Van Straten e Nino Riz­zo Nervo: dopo tutti gli anni spesi a di­fendere il loro beniamino dai tentativi dei vertici Rai di«cacciarlo»,la soluzio­ne si è trovata senza che neppure sia­no stati preventivamente consultati e addirittura con la volontà del giornali­sta stesso. Insomma Lorenza Lei è riu­­scita nell’obiettivo perseguito da Masi senza successo: chiudere la vicenda Santoro e il relativo contenzioso giudi­ziario. Certo il giornalista non se ne va perché gli è venuto lo «schiribizzo» di cambiar lavoro, ma perché l’azienda (anziivertici dell’azienda) hanno cer­cato in tutti i modi di accompagnarlo alla porta ritenendo la sua trasmissio­ne troppo faziosa, ma comunque con il consenso dello stesso. Dunque, dopo anni di tira e molla, da ieri Santoro non è più un dipenden­te della Rai. Ora cosa farà? Le voci più accreditate sono quelle secondo cui andrà a lavorare a La7 , la rete che va a gonfie vele grazie al Tg di Mentana: le trattative sono in corso, ma non sono ancora concluse. Non ci sarà la possibi­­lità, invece, che il giornalista possa con­tinuare a collaborare con l’azienda di Stato da collaboratore esterno, così co­me si era ipotizzato durante le tratta­ti­ve dello scorso anno con Masi ( doveva realizzare delle docu-fiction). Questo perché il giornalista ha accettato un esodo incentivato, che preclude rap­porti di collaborazione almeno nel bre­ve periodo. A Santoro non è stata però applicata la clausola di non concorren­za, così come avrebbero voluto i consi­glieri Antonio Verro e anche i due di opposizione, richiesta che era volta a limitare i danni dell’uscita di scena del giornalista: perché la scomparsa di An­nozero - bisogna ricordarlo - significa la perdita secca di uno share molto al­to (23-24 per cento) per Raidue e di conseguenti grandi introiti pubblicita­ri. E infatti sono in molti - consiglieri, politici e giornalisti,dall’Annunziata a Di Pietro a Giorgio Merlo - a chiedersi quanto peserà negativamente sulla Rai questa operazione e quale pro­gramma andrà in onda al posto del talk . «Ce l’hanno fatta ad affondare l’ammiraglia della loro flotta-dice per esempio Marco Travaglio - con gran­de professionalità e costanza. A ringra­ziare sono Mediaset e La7 ». Per quanto riguarda Santoro, la mancanza della clausola è una strada spianata verso la rete Telecom. Oggi terrà una conferenza stampa in cui probabilmente chiarirà le sue inten­zioni. Ma con quanti soldi il giornalista ha chiuso i suoi rapporti con l’azien­da? Sotto i due milioni e mezzo di eu­ro: questo è certo perché se si fosse trat­tato di una cifra superiore, l’accordo avrebbe dovuto essere approvato dal Cda, mentre ieri Lorenza Lei si è limita­ta a comunicare l’avvenuta chiusura delle trattative. Insomma praticamen­te quello che si era concordato l’anno scorso.

Con la risoluzione consensua­le­cessano anche gli effetti della senten­za del tribunale di Roma, confermate in appello, che costringevano l’azien­da a lasciare Annozero in palinsesto in prima serata (la sentenza definitiva della Cassazione era attesa per doma­ni) e dunque, nel conteggio finale, è rientrato anche il risarcimento dei dan­ni che Michele avrebbe ricevuto in ca­so, molto probabile, di sentenza a lui favorevole. Se Santoro esce di scena, invece, in Rai vengono confermate tutte le altre trasmissioni targate a sinistra: Che tem­po che fa , Report , Ballarò e Parla con me . Ma il «nemico numero uno» non c’è più.

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