
Le pedine dentro e intorno alle Generali sono in manovra. L'ultima mossa del numero uno di Trieste, Philippe Donnet (in foto), è proporre al consiglio d'amministrazione del 12 marzo (che approverà i conti del 2024) di votare per anticipare l'assemblea dei soci dall'8 maggio al 24 aprile. Solo uno spostamento tecnico? Secondo fonti di mercato ci sarebbero motivi strategici. L'anticipo dell'assemblea sarebbe solo un modo per sgambettare il rafforzamento di Delfin, che insieme all'altro socio forte Caltagirone potrebbe tentare di accrescere in modo significativo la sua partecipazione. Come è noto, la holding degli eredi Del Vecchio è in attesa di un'autorizzazione dalla Bce per salire fino al 20% di Generali, ma per il via libera manca ancora l'ok degli ultimi Paesi dell'Eurozona che potrebbe richiedere ancora alcune settimane. Anticipare l'assemblea al 24 aprile significa quindi portare la record date al 9 aprile, ovvero la data entro la quale è possibile acquistare azioni abilitate a votare in assemblea. Ergo: la holding guidata da Francesco Milleri avrebbe meno tempo per rafforzarsi. Del resto, tutto questo avviene nel contesto di un'assemblea che potrebbe essere decisa da pochi pacchetti di voti: già tre anni fa la lista capeggiata da Donnet e Andrea Sironi ottenne la vittoria con il 39% del capitale, contro il 29,4% della lista Caltagirone. Uno scarto sul quale ha inciso in modo decisivo il prestito titoli del 4% realizzato da Mediobanca (sorprendentemente avallato dalla Consob) e da un 2% di voti di DeaCapital esercitati su azioni già vendute. Anticipare la data dell'assemblea, dal punto di vista di Donnet che guiderà la lista di Mediobanca insieme a Sironi, potrebbe avere un suo peso sulla conta finale dei voti.
Interpellata da Il Giornale, una fonte vicina a Generali ha dichiarato che una decisione sullo spostamento della data in realtà non è ancora stata presa, ma che se così fosse deciso dal cda sarebbe solo un ritorno alle vecchie abitudini visto che l'assemblea dei soci si è sempre svolta in aprile. La decisione di fissare la data a maggio, infatti, era stata presa nell'ottica di avere più tempo per consentire la definizione del nuovo quadro normativo della Legge Capitali e delle modalità di presentazione della lista del cda. Ma siccome il board ha poi deciso di non redigere una sua lista, allora ecco l'ipotesi di anticipare l'assemblea ad aprile. Sta di fatto che, se la nuova data fosse il 24 aprile, entro il 30 marzo dovranno essere depositate le liste. Mediobanca avrà una lista lunga, con almeno 13 nomi per puntare a occupare una decina di poltrone nel board. Siccome avrà come capofila Donnet e Sironi, ovvero l'ex lista del cda sostenuta da Mediobanca, si apre il tema della perdita dei requisiti di indipendenza dei candidati e dunque di un conflitto di interessi che non potrà essere ignorato. Ci sarà poi una lista di 6 nomi avanzata da Caltagirone, mentre non ha ancora dichiarato cosa farà Assogestioni.
Sarebbe curioso se i rappresentanti dei fondi decidessero alla fine di non presentare una propria lista, come già fatto in passato ai tempi di Ubi Banca. Una mossa che potrebbe non essere ben vista dal Tesoro, che potrebbe anche valutare di normare diversamente la presentazione delle liste in rappresentanza dei fondi.
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