I veri numeri degli assegni: il report che sbugiarda l'Inps sulla cassa integrazione

La cassa integrazione è in estremo ritardo. La Regione Lombardia modello di efficienza viene attaccata per settimane, poi l’Inps svela i dati reali

I veri numeri degli assegni: il report che sbugiarda l'Inps sulla cassa integrazione

Le tensioni tra Regione Lombardia e Inps continuano. Ne avevamo parlato ieri. Nell’occhio del ciclone la cassa integrazione che non arriva. Un ritardo imbarazzante per tutti quei lavoratori in attesa dello stipendio in questo momento di crisi. Secondo l’istituto di previdenza il problema sarebbe legato a errori commessi dalla regione stessa. Peccato che le cose non stiano così: tutto falso. Una vera e propria fake news svelata dalla stessa Inps. I dati ufficiali dimostrano, infatti, che la Lombardia è in testa in Italia per domande Cig accolte. Ne è venuto fuori un putiferio politico con la Lega che nelle ultime ore ha picchiato duro.

Ieri pomeriggio il sito dell’Inps ha prima diffuso la fake news di appena 37 domande decretate dalla regione per la cassa integrazione in deroga. "Meno di due ore dopo, altro report - autogenerato in Pdf dal sito Inps sempre con data e orario - riportava che Regione Lombardia avesse invece inviato circa 19mila domande". A parlare è Melania Rizzoli, assessore lombardo al Lavoro, Istruzione e Formazione. "Oggi, dopo il comunicato di ieri sera da parte di Regione Lombardia in cui si minacciava una querela, il sito dell’Inps segnala che sono state elaborate più di 48mila domande".

Tana libera tutti: la Lombardia è campione di efficienza. Prima in Italia. "C’è voluta una nota con la promessa di difendere la regione in tutte le sedi competenti, per stoppare la diffusione di falsità da parte dell’istituto e far aggiornare le statistiche. La Lombardia - conclude l’assessore Rizzoli - dà garanzie per la cassa integrazione dal 2014, a dimostrazione di un meccanismo già rodato e affidabile. Abbiamo già messo 5,5 milioni di garanzia: Inps deve pagare i lavoratori lombardi".

Su questo tema è intervenuto anche Matteo Salvini. "Leggere i giornali oggi è sconfortante e fa girare le scatole. La cassa integrazione promessa non è arrivata. Persino l’Inps ha smontato la fake news che la Lombardia non fa quello che deve per la Cig. Secondo di dati, la mia regione è la prima ad aver elaborato e depositato più domande. Ora bisogna pagarli questi soldini". Poi continua: "Abbiamo sentito per giorni e giorni la bufala della Regione Lombardia che non aiutava i suoi lavoratori, i suoi cassintegrati. Oggi escono finalmente i dati: è l’ente italiano che ha lavorato e depositato più domande. La regione - accusa il leader della Lega - è però massacrata da giornali e telegiornali da settimane".

Al centro del contendere, come abbiamo spiegato, ci sono i ritardi sul pagamento della cassa integrazione e i sussidi. Siamo nella fase 2 ma, ancora oggi, c’è chi purtroppo deve fare i conti con problemi e difficoltà relativi alla fase 1. Qualcosa che si sperava essere ormai superato. È questo il caso dei lavoratori e delle aziende ancora in attesa del riconoscimento della Cig. In molte regioni italiane, infatti, la cassa integrazione non è ancora arrivata. Diverse sono le aziende e i contribuenti che sono ancora in attesa di un riscontro per quanto riguarda il riconoscimento o meno della misura.

Le domande sono bloccate e i lavoratori, giustamente, chiedono risposte. Nei giorni scorsi sono stati rivolti appelli al governo e all’Istituto di previdenza. Ma le cose ancora non funzionano. Migliaia di persone sono in casa senza poter lavorare. Le imprese hanno cessato la loro attività, dovendo rinunciare a una parte decisamente importante del proprio fatturato. Ora la verità sulla questione dopo giorni e giorni di accuse e illazioni.

L’attacco ad Attilio Fontana, governatore lombardo, è una fake news. Anche se questo affare non sarà accolto con favore dai soliti "giornaloni" che hanno mortificato senza sosta una delle regioni più efficienti dello stivale.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica