Nessuna marcia indietro: bomba sul Superbonus

Sono state preannunciate interrogazioni parlamentari per invitare il consiglio dei ministri a rivedere la propria posizione

Nessuna marcia indietro: bomba sul Superbonus

Ha scatenato una serie di reazioni a catena la stretta sul Superbonus 110% decisa dal governo Draghi. La nuova regola introdotta dalla legge di Bilancio, che prevede una sola cessione dei crediti legati ai bonus edilizi, non piace alle forze politiche presenti in Parlamento. Il rischio è che si blocchi nuovamente l’economia e i partiti non ci stanno a un nuovo gioco al massacro, sollecitati anche da Poste italiane e Cassa depositi e prestiti, i due enti che hanno acquisito oltre 4 miliardi di euro di crediti fiscali provenienti proprio dal Superbonus 110% e adesso non sanno cosa fare. Sono soprattutto gli esponenti della maggioranza che chiedono al governo di fare un passo indietro, ma le risposte, almeno per il momento, sembrano andare nella direzione opposta.

Le posizioni rigide assunte dalle parti in causa potrebbero creare un nuovo corto circuito, così come è accaduto per il bonus sulle villette. In quel caso, il ministero del Tesoro aveva bloccato l’incentivo, rimesso in piedi successivamente dai parlamentari. Sono state preannunciate interrogazioni in Parlamento per invitare il governo a rivedere la propria posizione. La stretta sul Superbonus 110%, decisa per ridurre le frodi in materia di interventi edilizi, si sta rivelando un’arma a doppio taglio. Come riporta il quotidiano Il Messaggero, le pressioni del Parlamento sul premier Mario Draghi sono quotidiane. Gli esponenti politici sono stati chiari: l’obiettivo è permettere nuovamente la libera circolazione dei crediti legati ai bonus edilizi.

Ad andare in sofferenza sono anche le piccole banche, ma seppure il consiglio dei ministri avesse l’intenzione di ritornare sui propri passi resta il problema di contenere le truffe, sempre più copiose. A tal proposito, i parlamentari propongono di realizzare una piattaforma di tracking della documentazione alla base del credito maturato con i bonus. Questo sistema è già utilizzato da tempo dai grandi gruppi bancari e i risultati sono molto soddisfacenti.

Il Parlamento è convinto che il meccanismo possa essere esportato e ad usufruirne potrebbero essere anche gli altri soggetti interessati. Intanto, gli effetti della stretta sul Superbonus 110% si avvertono anche in Borsa: l’altro giorno Poste italiane ha perso il 6,2% a Piazza Affari.

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