"Rallentare le partenze". Il piano del governo per fermare i flussi illegali

Frenare le partenze per evitare morti in mare e la "nuova" tratta degli esseri umani: Antonio Tajani nei prossimi giorni in missione tra Turchia, Libia e Tunisia

"Rallentare le partenze". Il piano del governo per fermare i flussi illegali

Nel pomeriggio a Palazzo Chigi si è tenuto un incontro d'alto profilo tra il premier Giorgia Meloni, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani. Con loro anche i vertici dell'intelligence, tra cui anche Elisabetta Belloni, direttrice generale del Dis. Anche per questo motivo emergono pochi dettagli dall'incontro che verteva in particolare modo su sicurezza e migranti. Sul tavolo, come obiettivo principale da raggiungere, c'era lo studio di una strategia per rallentare i flussi di migranti verso l'Italia, che passa da accordi con i Paesi di partenza.

In questa ottica vanno letti i viaggi che Antonio Tajani, vicepremier ma anche ministro degli Esteri, effettuerà nelle prossime settimane. Già venerdì è atteso in Turchia, poi sarà la volta di Tunisia e Libia. Fin dal suo insediamento, Giorgia Meloni ha spiegato che l'obiettivo finale del suo governo non sarebbe stato quello di bloccare gli arrivi ma di rallentare le partenze. Per farlo, come più volte sottolineato dalle forze politiche, è necessaria una cooperazione con l'Europa, perché l'Italia da sola non ha la forza di contrastare un fenomeno così impetuoso come quello dell'immigrazione clandestina.

Nel frattempo continuano i lavori parlamentari in questo ambito, come spiegato anche da Fabio Raimondo, Capogruppo di Fdi in commissione Trasporti: "Il decreto che abbiamo incardinato oggi nelle Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Trasporti ha un obiettivo preciso: ricondurre l'attività di soccorso delle navi di Organizzazioni non governative nella cornice del diritto internazionale". Raimondi ha spiegato: "Le Ong devono smetterla di decidere in totale autonomia. Il pattugliamento delle acque del Mediterraneo non può durare giorni con centinaia di persone a bordo per poi dirigersi in porto una volta raggiunta la capienza massima. Questo processo va regolamentato in armonia con i trattati internazionali".

Il lavoro di questo esecutivo è più ampio e si sta muovendo anche per arrivare a una "modifica a livello europeo delle modalità di accoglienza. Per questo il lavoro che cominciamo oggi è di fondamentale importanza: bisogna riportare un po' di ordine e di certezza del diritto nella normativa".

Nel frattempo la nave Geo Barents continua a lamentarsi perché sta incontrando una turbolenza nel suo viaggio verso Ancona, tentando (inutilmente) di dimostrare che il governo ha messo in pericolo la sicurezza degli ospiti e dell'equipaggio non fornendo un porto più vicino.

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