Buffon, i figli e le corna Elogio di Alena

Mai sapremmo comportarci come si è comportata la statuaria e pubblicamente umiliata femmina dell'Est: da gigante

Buffon, i figli e le corna  Elogio di Alena

A quanti pensavano che iniziasse e finisse in un cognome: Seredova. A quanti credevano che Alena stesse tutta lì, in un refuso eufemistico, con tutta quella carne soda portata da Praga per finire in moglie a un calciatore, il Gigi Buffon della Nazionale. Un po' di tv che, come il cortisone, non si nega a nessuno, e poi abito bianco e carta di credito nera: perfetta anche cromaticamente. Due figli a saldare la fede all'anulare e le vacanze a Forte dei Marmi. Porca miseria se ci siamo sbagliati tutti, sulla signora. Era da giorni che ci montava dentro un sospetto e ieri abbiamo dovuto definitivamente capitolare, fare ammenda, ammettere l'umiliazione.

Perché mai, noi, sapremmo comportarci come si è comportata la statuaria e pubblicamente umiliata femmina dell'Est: da gigante. Alena è stata un gigante in tutta questa brutta vicenda di corna e Mondiali (Buffon che la tradisce con Ilaria D'Amico, la tresca che finisce sui giornali di gossip, la Nazionale che «salpa» per Rio con il marito lasciando in sospeso, tra loro, chili di non detto). E cosa fa Alena, anziché cedere a vendette o commenti sarcastici? Prende i bambini (i due figli avuti dal calciatore), li porta in Brasile, infila loro la maglietta con il nome del papà, ne indossa una uguale e si mette a tifare, di tifo vero, per l'Italia. Non un muso, non una lite, non una lacrima in gradinata, mai. Nemmeno mentre in Italia escono altre foto, con altri incontri e altri baci. E ieri il felice epilogo di una compostezza senza eguali.

Alena che posta un'immagine di lei e

dei suoi bimbi intenti a fissare l'orizzonte: «Non guardiamo più il passato... Bisogna guardare avanti» c'era scritto sotto. La signora del lato B che guarda il lato A: inarrivabile Seredova. Ma come si fa a piantarla lì?

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