
La crisi economica continua a intaccare l'economia reale. Industrie e imprese soffrano la pesante recessione che sta investendo l'Italia e l'assenza di politiche economiche che favoriscano la crescita e lo sviluppo. Nonostante il premier dimissionario Mario Monti continui ad assicurare che il Belpaese è fuori dal tunnel e che il peggio è ormai alle spalle, i dati del dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia e dell'Istat lo contraddicono e tratteggiano un quadro a tinte fosche.
La produzione industriale a novembre ha registrato un calo del 7,6% su base annua (dato corretto per gli effetti di calendario) e dell’1,0% rispetto a ottobre. Secondo i dati pubblicati dall’Istat, si tratta della quindicesimo ribasso consecutivo su base annua, con la discesa tendenziale che accelera a confronto con il mese precedente. Nella media dei primi undici mesi del 2012, la produzione industriale è scesa del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (dato corretto per gli effetti di calendario). Secondo l'istituto di statistica, la produzione di autoveicoli a novembre ha registrato un calo del 14,1%, mentre nel complesso dei primi undici mesi del 2012 è scesa del 19,6%.
Secondo gli analisti di via XX Settembre, il 33,7% delle società dichiara una perdita nell’anno di imposta 2010 in base alle dichiarazioni presentate nel 2011-2012. Il dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia ha, infatti, sottolineato che nell’anno di imposta 2009 le società in perdita erano il 37% e il nuovo andamento del 2010 è legato alla "temporanea ripresa economica". Per quanto riguarda in particolare il gettito Irap, rispetto all’anno precedente si assiste ad una generale ripresa della base imponibile in quasi tutti i settori economici, in particolare il settore manifatturiero (+11%) ed il commercio (+5%). Al contrario il settore finanziario presenta un decremento dell’11% e il settore delle costruzioni continua ad avere una contrazione (-2,1%). L’Irap dichiarata per l’anno 2010 è stata pari a 32,5 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2009), con un valore medio pari a 10.078 euro.
Il totale del valore della produzione dichiarato ammonta invece a 670 miliardi di euro (+2,1% rispetto al 2009), di cui il 62% è prodotto dalle società di capitali. La base imponibile totale risulta pari a 668 miliardi di euro con un incremento rispetto al 2009 del 2%, «in linea con la ripresa economica» riferita a quell’anno di imposta.
Se ha numeri più affidabili, li riporti.
più devastanti che della seconda guerra mondiale!!!!!!!!
Col Monti si è agito a tassare senza dare sproni per la produzione nazionale , non sono stati tagliati parlamentari o sprechi della politica aumentando solo oneri fiscali su imprese e famiglie lasciando la casta libera.Hanno in coraggio di scaricare la recessione industriale al passato mentre la realtà ci dice il contrario, gli attuali veterani politici non mollano per questo si insediano in piu di una regione per non essere estraniati dalla politica , sono molti soldi che perderebbero, se ne fregano del debito loro hanno e percepiscono stipendi con aumenti automatici mentre per noi blocco delle pensioni .sporca politica.
Quindi nei momenti duìi difficlotà economica saltano per aria in quanto assolutamente prive di fondamentali solidi.
Un italia che vive di statali che di fatto vivono del proprio voto, come è successo in Grecia ad esempio, come volete che possa risolvere il problema del debito? E' come il cane che si morde la coda, i politici vogliono il voto e mantengono lo status quo garantendosi il voto degli statali, che di crisi, licenziamenti, mancate concessioni di mutui dalle banche, NON NE HANNO MAI SENTITO PARLARE, E SE NE FREGANO!!!!
Se ha numeri più affidabili, li riporti.