Lockerbie, la Libia: "Megrahi ostaggio politico"

Centinaia di giovani, sventolando bandiere libiche e scozzesi, hanno accolto all’aeroporto di Tripoli l’agente condannato all’ergastolo per la strage di Lockerbie. Al Megrahi è stato rimesso in libertà ieri pomeriggio per ragioni umanitarie: ha un cancro terminale

Lockerbie, la Libia: "Megrahi ostaggio politico"

Tripoli - Centinaia di giovani, sventolando bandiere libiche e scozzesi, hanno accolto - ieri sera - all’aeroporto di Tripoli l’agente condannato all’ergastolo per la strage di Lockerbie, Abdelbaset Al Megrahi, appena rimesso in libertà per ragioni umanitarie dalla Scozia. Altoparlanti dello scalo della capitale libica dove è atterrato stasera l’aereo che ha riportato Megrahi in patria hanno diffuso canti patriottici libici. L’aeroporto era fortemente presidiato da forze dell’ordine. Il governo libico: "Al Megrahi era un ostaggio politico"

Acclamato come un eroe I giovani hanno acclamato Megrahi quando è sceso dalla scaletta dell’aereo noleggiato per l’occasione dalla Libia e ha abbracciato i propri figli: era vestito di nero e tenuto per mano da Saif Al Islam, un figlio del leader libico Muammar Gheddafi. Anche quando un’auto con lui a bordo si è allontanata velocemente dall’aeroporto vi sono state acclamazioni nonostante i parenti delle vittime dell’attentato di Lockerbie avessero sottolineato di aver capito che al rientro in patria il terrorista non sarebbe stato accolto come un eroe. La folla ha mostrato striscioni dell’Associazione nazionale dei giovani libici, vicina al figlio di Gheddafi. Su uno striscione era scritto: "Lo hai promesso e hai mantenuto la promessa: hai fatto tornare Abdel Basset al-Megrahi dalla sua famiglia".

I media di Stato non avevano annunciato l’arrivo di Megrahi e i giornalisti sono stati tenuti lontano dalla zona di arrivo. L’annunciato raduno nella centralissima Piazza Verde dove una fonte ha previsto la comparsa di Megrahi davanti a migliaia di persone era stato indetto per celebrare il Giorno della gioventù libica.

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