Manovra, intercettazioni e correnti Pdl Berlusconi: "Adesso penso a tutto io"

Il premier al Tg1 e al Tg5: "G8, G20 e visite di Stato sono stati un successo. Ma da lunedì mi rimetto al lavoro su tutti i titoli dell'agenda. Ebollizione nel partito? Ghe pensi mi". E dopo il vertice a Palazzo Grazioli da Berlusconi nota durissima di Cicchitto: "O si definiscono in tempi ragionevoli i termini per una convivenza costruttiva oppure meglio una separazione consensuale". Bocchino: "Non usciremo mai dal partito"

Manovra, intercettazioni e correnti Pdl 
Berlusconi: "Adesso penso a tutto io"

Roma - Ghe pensi mi. Lo dice in milanese il presidente del Consiglio nell'intervista a Tg1 e Tg5. Annuncia i grandi risultati ottenuti nel G8, nel G20 e nelle visiste di Stato in Brasile e a Panama appena concluse. Poi torna sulle "cose italiane": "Ho trovato un po' di ebollizione a casa, ma prenderò in mano la situazione con tutti i titoli dell’agenda politica cioè quelli della giustizia, intercettazioni, i temi della manovra economica e anche i temi che riguardano le correnti nei partiti a partire da lunedì. Sono sicuro che se qualcuno pensa che le correnti possono provocare un raffreddore in questo caso io sono certo di evitarlo di sicuro". 

Cicchitto: "Acccordo o divorzio" Il Pdl non ne può dei finiani e del loro tirare troppo la corda. "Al punto in cui siamo, in un lasso ragionevole di tempo, o si definiscono in modo serio i termini di una convivenza fondata su atteggiamenti positivi e costruttivi, oppure sarà più ragionevole definire una separazione consensuale". È Fabrizio Cicchitto ad affermarlo nella nota in cui il presidente dei deputati Pdl lamenta che "c’è qualcuno che nel Pdl ha preso come modello la litigiosità del P e cerca di importarla all’interno del centrodestra, dimenticando che essa è stata una delle ragioni delle ripetute sconfitte del centrosinistra. Anzi - rincara - c’è chi sembra credere che la permanente rissa verbale sia la quintessenza della democrazia interna. In ogni caso - rileva ancora - i problemi serissimi che ci stanno davanti non consentono di passare il tempo in una dialettica basata sulle note d’agenzia. D’ora in avanti ci dovremo concentrare sul sostegno all’iniziativa politica e di governo di Berlusconi e sulla definizione di un complesso di riforme sul quale sviluppare l’azione politica e parlamentare".

Caso Brancher E nel Pdl è in corso anche una riflessione sul ruolo di Aldo Brancher nel governo. Lo rivelano fonti parlamentari di via dell’Umiltà. L’obiettivo è evitare il voto di sfiducia richiesto da Pd e Idv e in calendario l’8 luglio alla Camera. Ed è per questo motivo che il partito potrebbe chiedere al neoministro del Decentramento di fare un passo indietro. Oppure potrebbe essere lo stesso Brancher a decidere in tal senso. Berlusconi e Brancher si sono intrattenuti per oltre mezz’ora a Palazzo Grazioli. Da soli, dopo le difficile vicende delle ultime settimane, valutando il da farsi. Nell’ufficio accanto coordinatori e capigruppo continuavano la riunione sulle intercettazioni, ma anche lì il caso Brancher ha tenuto banco, e anche lì si è discusso delle ripercussioni che un simile gesto potrebbe avere. Sarebbe stato Brancher, in ogni caso, a prospettare a Berlusconi la possibilità di farsi da parte, ma per ora nessuna decisione è stata presa.

Bocchino: "Notizia positiva, siamo ottimisti" "La notizia che il presidente Berlusconi in persona prenderà in mano da lunedì l'agenda delle questioni spinose di cui si sta dibattendo è positiva e ci rende ottimisti circa l'accoglimento delle nostre proposte di modifica sulle intercettazioni e sulla manovra". È quanto afferma il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, presidente di Generazione Italia. Poi: "Quanto alla proposta di Cicchitto relativa all'ipotesi di una separazione consensuale l'unica cosa certa è che mai e poi mai lasceremo il partito politico che abbiamo immaginato prima di altri e costruito con passione ed entusiasmo conferendogli un grande patrimonio storico, politico, culturale, di classe dirigente e di elettori".

Pd: "Ghe pensi mi è causa di problemi" "Il presidente del Consiglio che torna sul ritornello del ghe pensi mi è diventato grottesco. Finge di non sapere che è proprio la politica del ghe pensi mi che ha portato alla situazione attuale, con il suo governo e la sua maggioranza in pieno stato confusionale e il Paese in balia della più grave crisi economica dal '29". Lo afferma in una nota Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, osservando che "finora il 'ghe pensi mì di Berlusconi si è tradotto nel penso a me, con le leggi ad personam, il bavaglio alle intercettazioni e alla libertà di stampa, gli attacchi alla magistratura e i ministri nominati per evitare i processi".

"Come mai, tra una battuta e l'altra - prosegue Penati - Berlusconi non ha detto una parola sul gravissimo dato della disoccupazione giovanile in Italia o sulla protesta delle Regioni? Come mai nei suoi slogan non risuonano più i 'successì dell'Aquila? La verità - conclude - è che la solita offensiva mediatica a reti unificate e compiacenti, questa volta, si è trasformata nella prova più lampante della grave empasse, dalla quale non si intravede via d'uscita, in cui si trovano lui e il suo governo". 

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