Firmata l'intesa mediata dall'Onu. Kobler: "Nuovo inizio per la Libia"

Comincia un percorso di unità per il Paese, ma le sfide restano molte. L'inviato Onu: "Nessuno felice? Bene così"

Il centro conferenze di Sikhrat dove è stato siglato l'accordo
Il centro conferenze di Sikhrat dove è stato siglato l'accordo

La firma al documento è stata apposta a Skhirat, in Marocco, e sancisce la nascita in un prossimo futuro di un esecutivo di unità nazionale per il quale si lavorava da lungo tempo, pensato per superare la dicotomia imposta al Paese dallo scontro tra il governo di Tobruk (filo-occidentale) e quello islamista di Tripoli.

A siglare l'intesa, non senza polemiche da ambo le parti, sono stati Saleh Makhzoum, il secondo vice presidente del Congresso nazionale generale di Tripoli e Emhmed Shaib, deputato del parlamento di Tobruk. "Questo è solo l'inizio di un lungo viaggio per la Libia", ha commentato Martin Kobler, inviato speciale delle Nazioni Unite.

L'accordo mediato dall'Onu segna un passo avanti, ma è tuttavia ostacolato dalle ali intransigenti di entrambi i campi, tanto quello islamista che quello filo-occidentale. Alcuni oppositori sostengono che si sia trattato essenzialmente di un'imposizione invece che essere un'iniziativa nazionale. Altri sono poco convinti dai nomi che dovranno andare a coprire gli incarichi nel nuovo governo.

L'inviato dell'Onu ha fugato le critiche, chiarendo che "il fatto che nessuno ne fosse del tutto felice era nella natura dell'accordo", che in caso contrario non avrebbe potuto interessare entrambe le parti in causa.

Lo scopo principale di un governo unitario è quello di opporsi alla crescente minaccia islamista, che ha il volto variegato di sigle che vanno da Ansar al-Sharia all'Isis.

"La prossima fase della transizione libica - ha detto Kobler - inizia oggi". Il prossimo, grande punto interrogativo è se l'intesa sarà in grado di reggere alla prova del tempo.

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