L'ira di Biden sullo zar: "La guerra è una minaccia all'Europa"

A gamba tesa, Biden ha attacco nuovamente Putin per una guerra ingiustificata che minaccia anche l'area orientale del mondo. Con gli altri Capi di Stato, ha fatto il punto su nuove sanzioni alla Russia

L'ira di Biden sullo zar: "La guerra è una minaccia all'Europa"

Biden torna alla carica e attacca Putin: "La guerra non provocata e ingiustificata della Russia contro l'Ucraina è una minaccia urgente sia per l'Europa che per l'Indo-Pacifico, ed un attacco ai principi fondamentali di un ordine internazionale basato sulle regole", ha affermato il presidente americano in un incontro bilaterale alla Casa Bianca con il premier di Singapore Lee Hsien Loong. Il timore che il conflitto si allarghi a macchia d'olio per il presidente Biden non è così campato in aria.

"Vediamo se mantengono impegni"

Adesso, i leader occidentali aspettano di vedere i fatti che seguiranno alle parole dopo gli impegni presi oggi a Istanbul da Mosca. "Vedremo se danno seguito a quello che hanno detto", ha dichiarato Biden a margine dell'incontro con Lee Hsien Loong. Oggi, i leader di Usa, Gb, Francia, Germania e Italia si sono sentiti al telefono dopo i colloqui fra russi e ucraini in Turchia e hanno concordato sulla linea della prudenza: "Sembra ci sia consenso - ha sottolineato - su vedere che cosa hanno da offrire". Lo scetticismo del numero uno americano si evince in alcune dichiarazioni rilasciate a un giornalista: Non posso dire nulla finchè non vedo cosa faranno realmente. Vedremo se faranno ciò che hanno annunciato", alla domanda se l'annuncio di Mosca fosse segno che la Russia volesse guadagnare tempo o se, invece, si stesse davvero avvicinando la fine della guerra.

"Attenti ad Asia-Pacifico"

La frase pronunciata da Biden al premier singaporese rientra in un discorso iniziato già da molte settimane nelle quali gli Stati Uniti prestano "crescente attenzione" all'area Asio-Pacifica nonostante la crisi innescata dall'invasione russa dell'Ucraina. "L'ordine mondiale", ha sottolineato Biden, "deve affrontare sfide senza precedenti" e mentre si è occupati dalla crisi in Europa, l'amministrazione a stelle e strisce è impegnata ad attuare "la strategia indo-pacifica" affinché l'area rimanga "libera e aperta". Biden ha poi condannato ancora una volta Mosca sottolineando come l'attacco in Ucraina sia inaccettabile per i Paesi "di tutte le regioni del mondo": la scorsa settimana, durante il corso della sua visita in Europa, aveva sottolineato che "il mondo aveva visto la forte unità e risolutezza nella risposta fornita dalla Nato e dai suoi alleati" all'attacco del Cremlino.

"Aumentare i costi alla Russia"

Nel corso della telefonata odierna, Biden e i leader europei hanno ribadito la loro determinazione a continuare ad aumentare i costi contro la Russia per il suo "brutale attacco in Ucraina" e continuare a fornire assistenza militare all'Ucraina "per difendere se stessa contro un assalto ingiustificato e non provocato" come reso noto dalla Casa Bianca. Successivamente, il premier Mario Draghi, il presidente degli Stati Uniti d'America Joe Biden, il presidente della Repubblica francese Macron, il cancelliere della Repubblica Federale di Germania, Olaf Scholz e il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, hanno condiviso la necessità di sostenere i negoziati in corso assicurando al più presto il cessate il fuoco e sottolineato la necessità di assicurare la stabilità dei mercati energetici alla luce delle sanzioni.

"No al rilassamento"

Al centro del confronto anche la diversificazione degli approvvigionamenti energetici come comunicato da Palazzo Chigi. I leader di questi Paesi hanno messo in guardia contro il rischio di un "rilassamento della determinazione occidentale" rispetto all'invasione russa dell'Ucraina giunta al 34esimo giorno concordando sul fatto che non potrà esserci alcun rilassamento della "determinazione occidentale fino a che l'orrore inflitto all'Ucraina non sarà finito". Nella telefonata, i leader hanno esaminato i loro sforzi per fornire assistenza umanitaria ai milioni di persone colpite dalla violenza, sia dentro che fuori l'Ucraina, che stanno cercando rifugio in altri Paesi e hanno sottolineato la "necessità di un accesso umanitario per i civili a Mariupol".

La preoccupazione per la Corea del Nord

Durante l'incontro con il premier di Singapore, i due Capi di Stato hanno espresso profonda preoccupazione per il lancio di missili da parte della Corea del Nord. "Pyongyang deve interrompere subito con le provocazioni e tornare al tavolo dei negoziati", ha detto il presidente americano in una dichiarazione congiunta con il premier di Singapore. Biden ha precisato che nei colloqui è stato affrontato anche il tema della Cina e delle minacce di Pechino ad un Indo-Pacifico "libero e aperto".

Il presidente americano ha annunciato anche che in primavera gli Stati Uniti ospiteranno un "vertice straordinario dell'Asean". Sovranità territoriale e un futuro "senza violenze o intimidazioni" sono diritti che spettano a tutte le nazioni del mondo, indistintamente.

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