"Non chiudete le porte a chi bussa". Il Papa visita il centro migranti

A Sofia Bergoglio incontra una cinquantina di immigrati: "Il mondo dei migranti e dei profughi è croce dell'umanità". L'appello all'accoglienza

"Non chiudete le porte a chi bussa". Il Papa visita il centro migranti

Una tappa del tour nel cuore dell'Europa non poteva che essere il centro di accoglienza profughi di Vrazhdebna. Qui papa Francesco, che sta portando avanti una mirata campagna contro i sovranisti in vista delle prossime elezioni europee, ha incontrato una cinquantina di immigrati ribadendo che non bisogna "chiudere le porte a chi sta bussando". "Oggi - ha detto il Santo Padre ai presenti - il mondo dei migranti e dei rifugiati è un pò una croce, una croce dell'umanità, e la croce è tanta gente che soffre".

Aperto nel 2013 nel vecchio edificio di una ex scuola, il centro di accoglienza profughi di Vrazhdebna è uno dei tre centri per i rifugiati della capitale bulgara. Qui, come anche nei campi di Ovcha Kupel e di Voenna Rampa, a prendersi cura degli immigrati sono le organizzazioni internazionali e le ong locali. Fino al 2012 la Bulgaria non era meta privilegiata. Quell'anno le richieste furono "solo" 1.387. Tra il 2013 al 2015, complice la chiusura della rotta balcanica, che attraversava la Macedonia, c'è stata un'impennata del 1.300%. Nel 2016 l'Agenzia di Stato per i rifugiati ha, infatti, registrato ben 19mila richieste di protezione internazionale, in linea con quelle del 2015, quando furono oltre 20 mila. Questi numeri, come ricorda l'agenzia Agi, hanno sconvolto la gestione delle strutture di accoglienza del Paese che sono adatte a ricevere non più di 5mila persone. Rientrata l'emergenza, nel 2018, la diminuzione degli irregolari è stata dell'85% rispetto agli anni precedenti. La decisione di papa Francesco di far visita a uno di questi centri a poche settimane dalle elezioni europee è un messaggio netto ai sovranisti e ai partiti di destra che hanno messo al centro della propria campagna elettorale il dossier immigrazione.

"L'incontro si è svolto in un'atmosfera familiare e gioiosa", racconta a Vatican News il direttore ad interim della Sala Stampa vaticana, Alessandro Gisotti. Dopo essere statoaccolto dal direttore del centro e dal direttore della Caritas, Bergoglio è stato ricevuto con un canto di un gruppo di bambini che sono ospitati nel centro di accoglienza profughi di Vrazhdebna. Alcuni di questi, in età elementare e provenienti da Iraq e Siria, gli hanno poi regalato alcuni disegni fatti apposta per lui. Il Pontefice li ha ringraziati uno a uno. "È stato un dono che il Papa ha apprezzato molto - ha raccontato Gisotti - I disegni hanno un particolare significato di bellezza, di gioia: questo credo che avrà colpito sicuramente il Santo Padre, come anche noi". Al centro di accoglienza Francesco ha lasciato un'icona della Madonna.

"Questo a dire la fondamentale presenza di Maria, della maternità - ha continuato Gisotti - in un luogo di così grande sofferenza, ma anche di speranza com'è questo centro di accoglienza per profughi".

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