La rivelazione del cancelliere austriaco: "Ecco cosa mi ha detto Putin"

Secondo quanto dichiarato dal cancelliere tedesco Nehammer all'Nbc, Putin vorrebbe che la guerra finisse prima che dopo. In realtà, le mosse del suo esercito dimostrano tutt'altro

La rivelazione del cancelliere austriaco: "Ecco cosa mi ha detto Putin"

Giungono nuove rivelazioni sul colloquio tra il cancelliere austriaco Karl Nehammer e Vladimir Putin avvenuto lo scorso 11 aprile che la Nbc sta via via rendendo noto. In lingua tedesca, lo zar russo ha dichiarato a Nehammer che sarebbe "meglio che la guerrà finisca prima che dopo". Parole che suonano di distensione ma che stridono con quanto dichiarato anche dai suoi collaboratori negli ultimi giorni, in cui non si fa che minacciare l'Occidente se continueranno a rifornire di armi gli ucraini e che gli stessi russi non hanno la minima intenzione di lasciare il Donbass se prima non l'avranno definitivamente conquistato. Meglio prima che dopo sì, ma in che senso?

"Putin non si fida..."

Putin ha la sua "personale logica di guerra", ha dichiarato Nehammer durante l'intervista all'emittente americana. "Credo che Putin sappia esattamente cosa sta accandendo" in Ucraina, ha aggiunto Nehammer, secondo il quale è assolutamente necessario confrontarsi con Putin su quello che sta facendo in Ucraina con le sue truppe. Ad ogni modo, ha proseguito il cancelliere austriaco, il leader russo "mi ha chiaramente espresso le sue preoccupazioni". "Non si fida della comunità internazionale, accusa gli ucraini di genocidio nel Donbass e... sì, è nel suo mondo, ma credo che sappia cosa sta succedendo ora in Ucraina", ha concluso Nehammer sottolineando che, a suo parere, Putin sembra sicuro di avere il pieno controllo della situazione sul terreno.

Il "macellaio" di Putin

Che lo zar russo sia leggermente incoerente lo dimostra quanto abbiamo scritto sul Giornale.it: a dispetto delle dichiarazioni fornite al cancelliere tedesco, chi pensava che le truppe russe avessero battuto in ritirata alcuni giorni fa ha peccato di eccessivo ottimismo. Vladimir Putin non può ritirarsi, ammettendo di fatto una sconfitta. L'esercito di Mosca ha semplicemente arretrato per riorganizzarsi e tornare a colpire con maggiore efficacia i suoi obiettivi. Una decisione probabilmente arrivata da Aleksandr Dvornikov, generale soprannominato "il macellaio" per le sue sanguinose spedizioni in Cecenia e in Siria. Dal suo arrivo, le truppe russe hanno cambiato quasi radicalmente strategia e, benché i limiti tecnici e meccanici sussistano ancora, l'offensiva ora sembra maggiormente organizzata.

Non solo, ma negli ultimi sette giorni le truppe russe hanno preso a bombardare metodicamente, fabbriche, depositi di armi e munizioni, palazzi. Il tutto mentre l'esercito si sta radunando nuovamente nella parte orientale del Paese per provare un nuovo sfondamento del fronte.

In questo modo, Aleksandr Dvornikov spera di neutralizzare almeno in parte la capacità difensiva ucraina quando sferrerà l'attacco da terra e dal cielo contro i veri obiettivi. Insomma, altro che "sarebbe meglio che la guerra finisca prima che dopo": lo vorremmo tutti, ma probabilmente è lo zar a non volere che finisca presto.

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