
Dai Paesi Baltici non è mai venuto niente di buono. Ma neppure di tragico. Al più, di curioso.
Come Tommy Cash, un rapper estone che sta suscitando polemiche per la sua canzone Espresso Macchiato che rappresenterà l'Estonia al prossimo Eurovision Song Contest. Lui assomiglia a Lucio Corsi senza cerone e il brano è terrificante. Non è orecchiabile ma neppure osceno, però il mischione di luoghi comuni antitaliani - caffè, spaghetti, mafia e fancazzismo - ha fatto arrabbiare molti. Il Codacons, che si batte sempre per cose fondamentali, dice che offende il nostro Paese. E un senatore leghista, in un improvviso innamoramento per il tricolore, lo vorrebbe fuori dall'Eurovision.
Ora. Il problema non è che quando gli estoni battevano ancora sui tamburi attorno al fuoco vestiti con pelli di orso baltico, da noi Farinelli era già castrato. E neppure che se la canzone prendesse in giro gli africani o gli arabi interverrebbero l'ONU, l'OSCE e varie organizzazioni internazionali che difendono i diritti umani. No. Il fatto è che la libertà di espressione, parola, satira, vignetta, arte e canzone deve essere totale, sempre (al netto della diffamazione e poche altre cose). Da chiunque provenga e chiunque colpisca. E l'offesa, rispetto alla libertà, è solo un fastidioso effetto collaterale.
E poi, immaginati se
noi italiani - che non possiamo farne a meno - ce la prendiamo per un caffè.Per quanto riguarda invece Tommy Cash, con questa merda di canzone rischia pure di vincere. Sempre che Putin non invada l'Estonia prima di maggio.
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