"Patrimonio d'Italia" il marchio che difende i "tesori" del Paese 

E' il nuovo marchio presentato dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e dedicato alle manifestazioni culturali che contribuiscono a valorizzare l’immagine dell’Italia e a generare nuovi flussi turistici

"Patrimonio d'Italia"  
il marchio che difende 
i "tesori" del Paese 

Quando il Paese è anche un brand: tutti i tesori dell'Italia sotto un unico tetto. Si chiama "Patrimonio d’Italia" il nuovo marchio presentato stamani a Roma dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e dedicato alle manifestazioni culturali che contribuiscono a valorizzare l’immagine dell’Italia e a generare nuovi flussi turistici. "L’Italia vanta una quantità di eccellenze e di ricchezze sotto ogni profilo che sono uniche nel loro genere e non hanno eguali in nessun paese al mondo - ha spiegato il ministro -. Abbiamo voluto riunirle in un unico brand che assegneremo agli eventi che riteniamo essere ambasciatori d’Italia nel mondo".

Il nuovo marchio comprenderà quattro categorie: arte e cultura, stile e creatività, incanto dei luoghi e tradizione; la selezione sarà effettuata da un comitato di esperti dei vari settori in base alla capacità di interpretare e divulgare il patrimonio culturale nazionale, "adeguandolo a mutata sensibilità". Dal brand saranno invece esclusi gli eventi che prevedono la partecipazione di animali, come il Palio di Siena: "non potranno diventare patrimonio d’Italia in nessun caso le manifestazioni in cui si cagiona la morte di un animale - ha detto la Brambilla - perchè non c’è nulla di culturale nella morte di un animale". "Il decreto ha subito inizio con uno stanziamento di un milione e mezzo di euro", ha detto il ministro durante la presentazione di "Patrimonio d’Italia", in cui sono stati premiati i primi 34 eventi riconosciuti nel novero delle iniziative di promozione del territorio italiano.

"Iniziative come queste non possono che unire il paese e divenire motivo di grande attrazione culturale e turistica", ha commentato Giuseppe Castiglione, presidente dell’Unione Province italiane. Plauso anche da parte del responsabile Anci per le Politiche del Mezzogiorno, Vito Santarchiero, che trova nel marchio "la speranza in un futuro diverso".

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