
L'annuncio di Donald Trump sull'applicazione dei dazi reciproci con un gran numero di Paesi del mondo ha causato effetti a catena, tra i quali la sofferenza dei Future nell'after-hours. In grossa difficoltà i titoli delle aziende che dipendono dalle importazioni: Nike, per esempio, perde il 6%, General Motors il 3%. La prime reazioni sono iniziate ad arrivare anche dai leader politici e tra questi c'è Giorgia Meloni, che ha affidato la sua nota ai social. "L'introduzione da parte degli Usa di dazi verso l'Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti", ha esordito il premier nel suo comunicato.
"Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l'obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l'Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell'interesse dell'Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei", ha proseguito il presidente del Consiglio. Antonio Tajani, anche lui tramite social, ha spiegato che "siamo già al lavoro con la Ue e i partner europei per una prima valutazione e una risposta comune: domani a Bruxelles vedrò il commissario Sefcovic . È necessaria una risposta basata su un approccio pragmatico, basato sul dialogo. Serve un negoziato costruttivo, con la schiena dritta".
Carlo Calenda, leader di Azione, ha attaccato il presidente degli Usa: "Sta facendo saltare il commercio internazionale. Nella sua totale propensione alla bugia ha stimato i 'dazì degli altri paesi mettendoci dentro di tutto barriere non tariffarie, iva, svalutazione. Questo darà luogo ad una ondata di dazi di risposta che innescheranno una crisi mondiale". L'Europa "dovrà davvero mettere in campo un 'bazooka' finanziario per rilanciare investimenti e domanda interna. Il tutto tenendo a bada l'inflazione. Sarà una sfida gigantesca. Noi dobbiamo fare la nostra parte". Coldiretti aggiunge: "Il dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy porterà a un rincaro da 1,6 miliardi per i consumatori americani, con un calo delle vendite che danneggerà le imprese italiane, oltre ad incrementare il fenomeno dell'italian sounding".
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha sottolineato che "la sfida europea è mantenere e aumentare la presenza di industria e lavoratori in Europa. Per fare questo occorre un piano straordinario su tre capitoli: investimenti, sburocratizzazione per eliminare i dazi interni, e recupero di competitività su fattori chiave quali l'energia".- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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