Anche il Papa ora invoca la riforma della giustizia "Basta con i pregiudizi"

Francesco: "La gestione della finanza nella Chiesa dev'essere esemplare e irreprensibile"

Anche il Papa ora invoca la riforma della giustizia "Basta con i pregiudizi"

Si sa che la giustizia è una delle virtù cardinali e non può essere violata proprio dagli uomini che spesso la predicano dai pulpiti delle chiese. Così, dopo la riforma dell'ordinamento giudiziario dello Stato vaticano del 2020, Francesco all'inaugurazione del novantatreesimo anno giudiziario annuncia «ulteriori esigenze di aggiornamento della normativa vaticana, soprattutto nell'ambito della procedura penale e della cooperazione internazionale». Le risposte arriveranno grazie a «interventi mirati di riforma che già sono allo studio», per «rispondere alla crescente domanda di giustizia che si registra anche nel nostro Stato».

Riforme necessarie che arrivano in tempi nei quali i cristiani d'Ucraina sono assaliti dai cristiani di Russia e si fronteggiano armati, si uccidono con mitragliatrici e bombe, per ragioni dietro le quali si celano anche affari multimiliardari sul gas e le armi. «Mai la guerra! pensate soprattutto ai bambini, ai quali si toglie la speranza di una vita degna: bambini morti, feriti, orfani; bambini che hanno come giocattoli residui bellici. In nome di Dio fermatevi!» scrive Francesco in un tweet diffuso anche in russo e ucraino, chiedendo di pregare per l'Ucraina. Sono ancora negli occhi e nel cuore le immagini di Mariupol, la città dedicata alla Madonna dove tanti corpicini giacevano a terra uccisi dalla furia delle bombe. La guerra è una pazzia, come ha ripetuto più volte il Papa, che nella chiesa del Gesù ha ricordato la forza della preghiera ai confratelli gesuiti: «La preghiera cambia il mondo». Come gli è stato riconosciuto dai mediatori in azione nel conflitto, Francesco non ha risparmiato sforzi: preghiere, appelli e gesti non convenzionali, come andare a bussare alla porta dell'ambasciata russa presso la Santa Sede.

Sotto il rumore dei bombardamenti, anche la mancanza di trasparenza finanziaria e morale resta per i fedeli una ferita da sanare. Dice il Papa: «La gestione della finanza pubblica nella Chiesa dev'essere esemplare e irreprensibile». Sullo sfondo, ma neanche poi troppo la vicenda giudiziaria nata dall'immobile di Sloane Avenue a Londra, nella quale è stato coinvolto l'ex sostituto agli Affari generali della Segreteria di Stato, Angelo Becciu, con altre nove persone.

Francesco, nell'aula della Benedizione, parla anche di «giusto processo», dei tre gradi di giudizio, e chiede ai magistrati «un esercizio costante di ascolto onesto di quanto viene argomentato e dimostrato dalle parti, senza pregiudizi o precomprensioni nei loro confronti». Tra i presenti il presidente del Tribunale, il promotore di Giustizia, e il presidente del consiglio italiano, Mario Draghi.

Francesco non nasconde, anzi sottolinea che la giustizia vaticana abbia dovuto occuparsi di pesanti scandali finanziari e atroci accuse di pedofilia, ma ricorda che «nel corso dell'ultimo anno sono giunte a decisione alcune complesse vicende giudiziarie», «che hanno fatto emergere sia comportamenti delittuosi puntualmente sanzionati, sia condotte inappropriate che hanno sollecitato l'intervento dell'autorità ecclesiastica».

Il processo serve a ristabilire «l'ordine infranto e perseguire la via della giustizia», ma è vero che «la giustizia proposta da Gesù Cristo» non è «un insieme di regole da applicare con perizia tecnica». Giustizia e misericordia, ricorda Francesco, ma a prevalere è la misericordia, «pienezza della giustizia» e «manifestazione più luminosa della verità di Dio».

È il «ricorso all'equità», alla «giustizia del caso singolo». Nel diritto canonico le attenuanti, il pentimento e la conversione hanno maggior valore. La legge delle leggi rimane la carità, per molti la più scandalosa e incomprensibile.

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