Bakhmut, gas letali russi e droni kamikaze di Kiev. Controffensiva a Kherson

Nel Donbass gli ucraini denunciano armi sconosciute. Sul Dnipro battaglia decisiva

Bakhmut, gas letali russi e droni kamikaze di Kiev. Controffensiva a Kherson

Torna lo spettro delle armi non convenzionali nel conflitto ucraino. Ieri pomeriggio, intervistato da Radio Liberty, il comandante delle forze di terra, Oleksandr Syrskyi, ha accusato Mosca di utilizzare a Bakhmut «un gas sconosciuto e letale. Noi continuiamo a tenere le linee strategiche, ma ci troviamo nel bel mezzo dell'inferno». Le immagini che circolano sui social mostrano una Bakhmut spettrale, sbriciolata dai bombardamenti, con i soldati ucraini che difendono le vie della città, salvano i compagni e si fanno strada tra le macerie. I miliziani della Wagner sono inoltre in possesso di smartphone con speciali software che forniscono le coordinate dei soldati e delle armi di Kiev. «Capite anche voi - continua Syrskyi - che sta diventando una lotta impari». Qualcuno, come il capo delle comunicazioni Cherevaty, spiega che «Bakhmut sarà la tomba dei mercenari della Wagner», ma al netto della narrazione, solo una porzione dei quartieri Ovest della città è controllata dalle truppe del generale Syrskyi, che subiscono perdite anche a Maryinka e ad Adviika. A sostegno sono arrivati 140 droni kamikaze, acquistati grazie alla raccolta fondi della piattaforma United 24. Altri fondi, circa 1,5 miliardi di euro, sono stati erogati dall'Ue. La Gran Bretagna ha consegnato migliaia di proiettili per i carri armati Challenger 2. In particolare, tra questi ci sono munizioni con uranio impoverito. Lo rivela Channel 24.

Al gas e all'uranio si aggiunge lo spettro delle armi nucleari. La minaccia arriva da Medvedev. «Mosca potrebbe ricorrere all'atomica per difendere i propri interessi». Che il Cremlino abbia qualcosa in mente lo si evince dall'esercitazione dei caccia Sukhoi Su-27 nel Baltico.

Il fronte più caldo della battaglia è a Kherson, dove le truppe ucraine, posizionate sul lato occidentale del fiume Dnipro, stanno effettuando raid sulla sponda orientale per stanare le armate nemiche. «Siamo riusciti a colpire e distruggere pezzi di artiglieria, carri armati, veicoli corazzati e sistemi di difesa aerea», ha riferito la portavoce del comando Natalia Humeniuk. I russi temporeggiano, aspettando rinforzi dalla direttrice di Tavriya, martellata da oltre 500 attacchi (nelle ultime 48 ore) di aerei e droni Shahed e Lancet che dovrebbero aprire un varco sulla M14. Kherson è fondamentale per Mosca per i rifornimenti e il collegamento con la Crimea e rappresenta, inoltre, uno sbocco imprescindibile sul Mar Nero, ma anche una testa di ponte verso Odessa. Viceversa, un successo ucraino la controffensiva e la liberazione della Crimea. Ne ha parlato nuovamente Zelensky dopo un summit con i suoi generali.

Nel 426° giorno di ostilità l'esercito russo ha colpito Kupyansk (Kharkiv), distruggendo edifici con sistemi missilistici terra-aria. Il bilancio è di 2 morti e una ventina di feriti. A Zaporizhzhia una cinquantina di soldati russi sono stati intossicati mentre scavavano una trincea, inalando spore di carbonchio sprigionate da un cimitero di animali. In rete inoltre sta girando da alcune ore un video nel quale un soldato russo apre il fuoco sui civili per le strade di Donetsk.

Gli invasori hanno colpito unità ucraine a Krasny Liman (Donetsk), uccidendo 80 soldati, e in serata bombardato tre volte le regioni di Sumy e Chernihiv. Nel Mar Nero, la formazione navale russa conta ora su 13 navi e il numero dei missili è raddoppiato. La minaccia di un attacco su Odessa è elevata.

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