Cartelle e salva casa: il pressing di Salvini. Conte: sì all'eurotassa

Il leghista: ok a rottamazione e sanatoria. La sinistra si compatta sulla patrimoniale Ue

Cartelle e salva casa: il pressing di Salvini. Conte: sì all'eurotassa
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Mentre la sinistra rispolvera l'incubo patrimoniale, l'unica soluzione per rilanciare il Paese e sistemare i conti è aiutare gli italiani a sanare i debiti col fisco e a regolarizzare le lievi difformità edilizie. È su questo doppio binario che il leader della Lega Matteo Salvini (nella foto) ieri ha provato a stanare la maggioranza sulle cartelle esattoriali, rivendicando al tempo stesso i meriti del decreto Salva Casa, che con una spesa contenuta consente di vendere immobili che oggi non hanno mercato. «Per inseguire i piccoli debitori si trascurano i grandi evasori. In Italia ci sono più di 170 milioni di cartelle, ma quasi la metà riguarda debiti fino a mille euro», sottolinea il ministro dei Trasporti, che punta il dito contro l'1,3% di cartelle «per cifre superiori a mezzo milione di euro, raramente si tratta di persone fisiche». Un ragionamento confermato dai dati dell'Agenzia delle Entrate, secondo cui inseguire le multe (pari al 47,6% delle pratiche) è economicamente svantaggioso, visto che l'importo potenzialmente incassabile è lo 0,9%. Da qui la scelta «di buonsenso» della rottamazione delle cartelle in dieci anni e 120 rate «in linea col programma elettorale, che dà ossigeno agli italiani in buonafede», sottolinea Salvini.

Dopo l'ok del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti alla rottamazione e all'ipotesi di una possibile sanatoria quinques per mettere in condizione di pagare le tasse quei cittadini che non sono riusciti a pagarle, la palla è nel campo degli alleati. Nessuno ufficialmente chiude la porta. Se il ministro degli Esteri Antonio Tajani a nome di Forza Italia fa un'apertura («Se ci sono i mezzi perché no? Ma una tantum. Prima bisogna fare le cose strutturali», dice il vicepremier all'Assemblea nazionale degli Enti locali di Fi), Fratelli d'Italia con il vicecapogruppo vicario al Senato Raffaele Speranzon sottolinea come il problema dell'evasione fiscale non siano «i piccoli imprenditori che hanno cartelle esattoriali da mille euro ma i grandi evasori che hanno la sede in qualche paradiso fiscale alle Cayman».

La sinistra sul Fisco ha idee diametralmente opposte. Il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, la leader Pd Elly Schlein e il presidente M5s Giuseppe Conte sono concordi all'idea una tassa patrimoniale per i ricchissimi non debba essere un tabù e che anzi la discussione vada fatta «a livello globale o quantomeno europeo». «Questa ossessione delle tasse da parte della sinistra mi preoccupa molto, è una visione molto statalista, una visione punitiva», sottolinea Tajani.

Ma è sulle semplificazioni introdotte con il decreto Salva Casa, in attesa che tutti i decreti attuativi entrino in vigore, che potrebbe arrivare una boccata d'ossigeno sui conti pubblici. Come il Giornale ha scritto più volte, il Salva Casa permetterà la possibilità di recuperare i sottotetti, di semplificare il cambio di destinazione d'uso e di sanare le piccole irregolarità che bloccano le compravendite. Se ne è discusso ieri in un convegno all'Università di Roma Tre, nel corso del quale è emerso che solo a Roma sono pendenti circa 170.000 pratiche di richieste di condono.

Secondo professionisti ed esperti, il Salva Casa è una grande opportunità per oltre la metà degli immobili italiani «con benefici immediati per professionisti e tecnici del settore, notai e ingegneri. Oggi gli atti di compravendita relativi agli immobili affetti da queste lievi difformità sono a rischio nullità.

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