M5s, Casalino aveva già scritto l'addio: il retroscena

Era tutto pronto per l'uscita dal governo del Movimento

M5s, Casalino aveva già scritto l'addio: il retroscena

Sono ore sofferte per Giuseppe Conte. Stare dentro o fuori il governo? È questa la domanda che assilla il leader del M5S. Un fatto è certo, il comunicato stampa per dire addio a Mario Draghi era già pronto. A scriverlo ci ha pensato il suo portavoce Rocco Casalino. Lo sanno bene i frequentatori abituali di Moku, un ristorante di sushi della Roma bene a Ponte Milvio. Luci soffuse, palme illuminate da lampade colorate, poltrone di velluto blu e rosa, musica di sottofondo. È lì che Casalino, in tenuta sportiva, con i pantaloncini corti, tra un sashimi e un uramaki, ha letto la nota stampa salvata sul suo cellulare. Erano le 22.30 circa di venerdì scorso. Il portavoce dell'avvocato senza indugi ha chiesto e ottenuto l'attenzione di tutti, e ha spiegato le ragioni dell'addio: «Che stiamo a fare al governo?» si chiedeva Rocco a voce alta. «Ci fanno la guerra, c'è una campagna d'odio in atto verso di noi». incalzava. E poi ecco il comunicato. Occhi sul telefonino e voce impostata: «Ve lo leggo, ve lo leggo. L'ho preparato io», diceva ai suoi otto commensali. «Stai zitto, abbassa la voce», suggerivano gli amici.

Niente, Casalino non ha dato ascolto e, preso da un momento di euforia, ha declamato il contenuto della nota pronta per essere pubblicata. Poi, qualcosa, deve essere andato storto. La nota è rimasta solo sul suo telefonino. E, forse, su quello di Giuseppe Conte che non ha ancora deciso il da farsi. Ufficialmente ha detto «no» ad un eventuale appoggio esterno al governo ma, in cuor suo, non ha ancora abbandonato l'idea. «Sono io a spingerlo perché lasci» confessa Rocco a tavola. Un comunicato lungo, dettagliato dove si spiegano le ragioni politiche e personali del grande freddo tra Conte e Draghi. Tra le righe si legge tutto il malessere che, secondo Rocco, esiste tra i due. Una nota tenuta all'oscuro di tutti i parlamentari che, interpellati, non ne sanno nulla.

Un fatto è certo: sono anche loro a spingere affinché Giuseppe Conte imbocchi la strada della rottura. Per adesso quel comunicato resta soltanto nelle orecchie indiscrete di chi, quella sera, seduto in quel locale, ha ascoltato il dettato di Rocco.

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