Iran, 2.400 studentesse avvelenate nelle scuole. Khamenei: "Imperdonabile"

Sono oltre 2.400 i casi di avvelenamento nelle scuole in Iran dal novembre scorso

Iran, 2.400  studentesse avvelenate nelle scuole. Khamenei: "Imperdonabile"

Sono oltre 2.400 i casi di avvelenamento nelle scuole in Iran dal novembre scorso. È quanto emerge da un calcolo fatto dai media di Teheran, in assenza di cifre ufficiali fornite dalle autorità.

La Guida suprema iraniana Ali Khamenei ha definito un «crimine imperdonabile» il presunto avvelenamento con il gas di decine di scuole femminili, in cui sono state avvelenate più di mille allieve. «È un crimine imperdonabile. Se si dimostra che si tratta di avvelenamenti, gli autori di questo crimine devono essere severamente puniti», ha detto Khamenei nella sua prima dichiarazione sulla serie di avvelenamenti, secondo quanto riportato dai media statali iraniani. «Non ci sarà alcuna amnistia per queste persone (i presunti autori degli attacchi)», ha detto il leader religioso. Khamenei ha esortato le autorità a indagare «seriamente» sui presunti avvelenamenti da gas in istituti scolastici femminili, iniziati a novembre nella città santa sciita di Qom e moltiplicatisi negli ultimi giorni. Finora più di mille studentesse sono state avvelenate in decine di città del Paese, accusando sintomi come mal di testa, palpitazioni, nausea, vertigini e talvolta incapacità di muovere gli arti dopo aver sentito l'odore di arance marce e prodotti per la pulizia. Gli ultimi casi si sono verificati ieri, domenica, in diverse città.

In un dormitorio studentesco dove vivono 450 ragazze, 29 delle quali sono state ricoverate in ospedale, riporta il quotidiano Shargh. Il ministero degli Interni e il ministero dell'Intelligence stanno indagando sugli attacchi, ma finora non hanno riferito alcun progresso nelle indagini. Gli attacchi con il gas hanno avuto luogo in 52 scuole.

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