Meloni lancia Bernardo, mano tesa agli alleati

La leader Fdi dopo le rassicurazioni del Cav: "Mi ha confermato l'unità del centrodestra"

Meloni lancia Bernardo, mano tesa agli alleati

Al lancio di Luca Bernardo come candidato sindaco del centrodestra a Milano il 16 luglio la poltrona di Giorgia Meloni era rimasta vuota. La leader di Fratelli d'Italia aveva dato buca in polemica per l'esclusione del partito dalle nomine per il cda Rai. Ieri è arrivata puntuale in stazione Centrale alle 10.30, ha incontrato Bernardo e il capolista di Fdi Vittorio Feltri per una chiacchierata al bar Alemagna e al gazebo davanti alla stazione ha dichiarato il sostegno «convinto e incondizionato» al pediatra che punta a sfilare la poltrona a Beppe Sala. Effetto del pranzo a Villa Certosa in Sardegna domenica scorsa con il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, la pace ritrovata davanti a salmone e melanzane alla parmigiana dopo mesi di frizioni. «È stato un confronto molto franco e cordiale - ha riferito ieri Meloni -, mi ha fatto piacere. Il mio obiettivo era capire se l'orizzonte degli altri partiti di centrodestra è un governo insieme o se alcuni accarezzino ipotesi alternative, se si considera la maggioranza arcobaleno a sostegno di Mario Draghi o altri come un'ipotesi transitoria e irripetibile o no. Noi siamo assolutamente monogami». Ha chiesto garanzie e «mi pare che Berlusconi abbia detto di essere assolutamente convinto che unico orizzonte possibile sia un centrodestra forte e compatto. Aspettiamo segnali concreti e chiari». Il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti ha parlato di probabile ritorno al voto se Draghi dovesse essere eletto al Quirinale «e infatti mi pare che in pochi lavorino sull'ipotesi di Draghi presidente» ironizza Meloni.

Intanto c'è da portare a casa la partita di Milano. I big scendono in campo. Dopo Matteo Salvini che lunedì ha accompagnato Bernardo in un mercato ieri è toccato a Meloni, una tappa di due ore, è ripartita subito in treno per Roma. «È assolutamente un candidato che può vincere e lo dimostra il nervosismo con cui la sinistra sta facendo una campagna di mistificazioni e falsità contro di lui - attacca - È un uomo al quale tantissimi milanesi hanno affidato la cosa che amano di più nella vita, i propri figli, e quando parla del sociale sta nella sua dimensione. La gente ai banchetti ci chiede discontinuità, nei salotti che governano anche una parte della stampa italiana si fanno discorsi sui risultati della giunta Sala ma non è quello che sentiamo nelle periferie». Cala la carta sicurezza. La stazione Centrale «è un biglietto da visita ma è un territorio abbandonato, si vedono scene di degrado e insicurezza». Rilancia il progetto Strade Sicure voluto dall'allora ministro Ignazio La Russa, «oggi vediamo militari ma per colpa della sinistra qui e in tanti altri quartieri non sono più accompagnati da pattuglie di polizia, hanno tagliato il servizio e noi lo ripristineremo». Il sole scotta, Bernardo che arrivava dal turno in ospedale ha un lieve mancamento, si siede qualche minuto all'ombra per riprendersi. «Tante volte negli ultimi giorni mi hanno chiesto dov'era l'onorevole Meloni - riferisce - Oltre a sentirci, oggi siamo insieme a Milano. Ha dato un segnale bello e importante».

Da medico dice sì all'obbligo di vaccino per i sanitari e al green pass «ma non deve essere un peso a carico dei ristoratori». Meloni è «contraria a ogni obbligo per principio» e definisce il green pass «un obbligo mascherato con regole surreali».

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