Ruby ter, Palazzo Chigi non sarà più parte civile

L'esecutivo ha deciso di ritirarsi in seguito alle assoluzioni del Cavaliere a Milano e Roma

Ruby ter, Palazzo Chigi non sarà più parte civile

Richiesta rientrata: la presidenza del Consiglio rinuncia a volere da Silvio Berlusconi i dieci milioni di danni che nel processo Ruby ter dovevano costituire, secondo la richiesta avanzata in aula dall'Avvocatura dello Stato, il risarcimento per i danni che il Cavaliere avrebbe causato al buon andamento della giustizia. Se domani, quando i giudici del Tribunale di Milano pronunceranno finalmente la sentenza dell'interminabile processo, l'ex premier dovesse venire condannato non dovrà versare il robusto indennizzo che era stato chiesto a carico suo e dei suoi coimputati.

La costituzione di parte civile contro Berlusconi è stata infatti revocata ieri dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a poche ore di distanza dell'udienza decisiva. Nel processo Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari per gli aiuti economici versati nel corso degli anni a numerosi testimoni del filone principale del caso Ruby, concluso con l'assoluzione con formula piena. Secondo la Procura milanese i soldi erano la contropartita per le bugie e le omissioni nel corso delle testimonianze.

Il ritiro del governo dal processo Ruby ter è stato reso noto con una nota in cui si sottolinea che «la costituzione di parte civile era stata disposta dal governo Gentiloni nel 2017, un esecutivo a guida politica (...) in un momento in cui non erano ancora intervenute pronunce giudiziarie nella medesima vicenda», ovvero l'assoluzione di Berlusconi nel caso Ruby uno.

«La formazione di un nuovo governo, espressione diretta della volontà popolare - dice ancora la nota di Palazzo Chigi - determina una rivalutazione della scelta in origine operata». Oltre che con la assoluzione di Berlusconi nel filone originario, che lo vedeva accusato di concussione e di utilizzo della prostituzione minorile, il governo Meloni motiva la revoca anche con un'altra sentenza, quella che nell'autunno scorso ha chiuso con una assoluzione un primo troncone del Ruby ter.

Ma in più passaggi il comunicato sottolinea che la decisione è non solo tecnica e giuridica ma anche politica, come dettata da ragioni politiche fu la mossa del governo Gentiloni.

La sentenza dovrebbe essere emessa nel primo pomeriggio di domani. Per Berlusconi la Procura ha chiesto la condanna a sei anni di carcere.

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