La sinistra in pressing sulla cittadinanza: arriva lo ius scholae

Il fronte giallorosso non si arrende: presentato il testo base che consente ai minori stranieri di diventare cittadini italiani dopo aver completato un ciclo di studi

La sinistra in pressing sulla cittadinanza: arriva lo ius scholae

La sinistra non si arrende e prova ad approvare una nuova legge sulla cittadinanza entro la primavera del 2023, quando è fissata la scadenza naturale della legislatura. Una bandiera da poter sventolare nel corso della prossima campagna elettorale, nel tentativo di incassare voti su una questione identitaria della sinistra nostrana. La strada è in salita e non sarà affatto facile arrivare al via libera a stretto giro, ma comunque si stanno già facendo passi in avanti su questo fronte.

L'accelerata

In commissione Affari costituzionali è stato presentato il testo unificato della riforma della cittadinanza che riguarda il cosiddetto ius scholae, ovvero il diritto per i minori stranieri di diventare cittadini italiani dopo aver completato un ciclo di studi. Il passo in avanti è arrivato grazie a Giuseppe Brescia, presidente della commissione e relatore: il deputato del Movimento 5 Stelle, illustrando il testo, ha tenuto a sottolineare che in esso non si parla di ius soli.

L'accelerata lascerà di certo felice Enrico Letta, che proprio la scorsa settimana aveva paventato la possibilità di iniziare una discussione nel merito. L'auspicio del segretario del Partito democratico è di raggiungere l'obiettivo prima del termine della legislatura. Dunque l'agenda giallorossa continua ad avere tra le priorità quella della legge sulla cittadinanza, nonostante i venti di guerra tra Ucraina e Russia che stanno mettendo in guardia tutto il mondo.

Come funziona lo ius scholae

Nello specifico come funziona lo ius scholae? Acquista la cittadinanza italiana il minore straniero nato in Italia "che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia" o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del 12esimo anno di età. C'è poi un'altra condizione da verificarsi: deve aver frequentato "regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni" uno o più cicli scolastici o percorsi di istruzione e formazione professionale triennale/quadriennale idonei al conseguimento di una qualifica professionale.

La cittadinanza si acquista dopo aver espresso una dichiarazione di volontà in tal senso, entro il compimento dei 18 anni dell'interessato, da entrambi i genitori "legalmente residenti in Italia" o da chi esercita la responsabilità genitoriale. Viene spiegato che l'interessato, entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, può decidere di rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza.

Cosa accadrebbe se i genitori del minore non chiedessero la cittadinanza italiana per il figlio, pur essendoci i requisiti per avanzare la richiesta? In quel caso l'interessato acquista la cittadinanza "se ne fa richiesta all'ufficiale dello stato civile entro due anni dal raggiungimento della maggiore età".

La proposta punta a introdurre in maniera puntuale una nuova fattispecie orientata al principio dello ius scholae.

"Una scelta di fiducia non solo negli stranieri che vogliono integrare i loro figli, ma nel lavoro della comunità didattica, nella dedizione dei dirigenti scolastici e degli insegnanti che in classe costruiscono la nostra Repubblica e insegnano i valori della nostra Costituzione", ha spiegato Brescia.

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